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Pontedera

«Il fondamentalismo è la malattia delle religioni»

«Il fondamentalismo è la malattia delle religioni»

Stasera il dibattito tra il vescovo di San Miniato e l’imam di Firenze al teatro Verdi Migliavacca: «Favorevoli al dialogo, c’è chi strumentalizza per fini politici»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. La parola d'ordine è dialogo. Una spinta all'incontro e al confronto tra le grandi religioni monoteiste, considerato come antidoto alla «malattia del fondamentalismo», ma anche a quelle tante e piccole criticità che possono nascere a livello locale, specie in un territorio ricco di nazionalità diverse e da sempre votato all'accoglienza.

Sarà questo l'obiettivo dell'incontro in programma stasera al teatro Verdi di Santa Croce, dal titolo “L'Italia e il Mediterraneo: il ruolo delle religioni”, che si inserisce nel ciclo di dibattuti sul "Mediterraneo e le sue instabilità" organizzato dall'amministrazione comunale. Due i relatori invitati all'incontro il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca e l'imam di Firenze Izzedin Elzir, presidente dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia. A moderare il dibattito sarà il professor Pierluigi Consorti, docente di diritto ecclesiastico e canonico all'Università di Pisa.

Vescovo e imam, quindi, ciascuno dal rispettivo punto di vista, interverranno sul rapporto tra le grandi religioni che ruotano attorno al bacino del Mediterraneo, ma anche sull'importanza e sulla modalità di un dialogo che, nelle intenzioni del dibattito, deve essere strumento di incontro e di integrazione anche per i territori locali. «Vero dialogo e vero incontro, però, richiedono a noi di essere custodi di una nostra tradizione culturale e religiosa come condizione per poter vivere un incontro autentico», precisa il vescovo Migliavacca, anticipando alcuni dei punti principali del proprio intervento di stasera. «Le grandi tradizioni religiose monoteiste - spiega - incrociano la vita e la storia del bacino del Mediterraneo. Richiamando la visione che delle religioni ci offre il Concilio Vaticano II, cercherò di mettere in luce alcuni tratti della religione cristiana, scoprendo che sono vie di incontro e di condivisione con le altre religioni. Al tempo stesso siamo consapevoli anche del fenomeno del fondamentalismo che tocca tutte le religioni monoteiste e che ritengo essere come tale una grave malattia della religione. Ritengo che ci sia chi vuole strumentalizzare le religioni per propri fini politici ed economici. Chi oggi promuove un certo terrorismo internazionale non lo fa per scopi religiosi ma per interessi politici e commerciali. Le religioni non possono permettere di essere strumentalizzate».

Un obiettivo che può diventare comune, e che può fare da corollario ad un maggior dialogo anche a livello locale. «In generale - aggiunge il vescovo - tutto quanto va nella linea del dialogo vede il nostro favore. Su questo la Chiesa cattolica, anche attraverso la Caritas, passa dalle parole ai fatti, promuovendo forme diverse di accoglienza, assistenza e sostegno».

Giacomo Pelfer

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