Il Tirreno

Pontedera

Stop al degrado negli edifici vuoti Via al recupero

di Sabrina Chiellini
Stop al degrado negli edifici vuoti Via al recupero

Portato in consiglio un piano per 32 aree Diventa variante al regolamento urbanistico

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PONTEDERA. Tecnicamente si chiama piano di rigenerazione urbana. Tradotto in parole semplici significa che il Comune prova a mettere in moto il mercato dell’edilizia per intervenire su aree destinate al degrado. Immobili e aree che hanno perso la loro iniziale vocazione e che negli anni non sono riusciti a decollare dal punto di vista dei progetti urbanistici che erano stati immaginati per loro quando erano stati pensati piano strutturale e regolamento urbanistico.

Prima del consiglio comunale di ieri pomeriggio il sindaco, Simone Millozzi, ha illustrato l’atto che poi è stato votato dai consiglieri. «Si tratta di una delibera innovativa - ha detto Millozzi - che vuole pianificare interventi di rigenerazione urbana (recupero) nelle aree che non hanno più la loro funzione originaria ma che sono rimaste nel degrado e quindi hanno bisogno di riconvertirsi. Si tratta di edifici ed aree già inserite negli strumenti urbanistici vigenti ma che, per ragioni diverse, i piani di trasformazione che sono stati progettati e condivisi con l’amministrazione comunale non sono poi stati realizzati». Ora con questo nuovo strumento il Comune offre un’opportunità ai privati. Che poi è quella di fare proposte diverse e alternative rispetto a quelle che sono già state presentate e che poi non sono state realizzate. Il Comune è pronto a valutare proposte e idee così da favorire la riqualificazione di aree che sono degradate. Dopo l’approvazione in consiglio sarà pubblicato un avviso finalizzato all’acquisizione delle proposte di intervento sul patrimonio edilizio esistente e sulle aree connotate dal degrado. Proposte che poi saranno valutate dall’amministrazione comunale. «Ci sono piani di intervento che sono fermi per la crisi economica - ha aggiunto Millozzi e altri anche per motivi diversi, magari anche per problemi sorti tra i vari proprietari. In questo modo sarà possibile realizzare anche solo una parte degli interventi che erano stati previsti al momento dell’adozione degli strumenti urbanistici».

Fanno parte di un lungo intervento di aree da rigenerare il poliambulatorio della Misericordia, un edificio tra via Palestro e via Marconcini, un laboratorio marmi in via San Faustino. Ma anche l’ex segheria Leoncini dietro al Duomo di Pontedera, l’ex officina Automar, l’ex fabbrica di produzione del caffè e surrogati Krastan, l’ex istituto professionale in piazza Andrea da Pontedera, l’ex scalo merci ferroviario, l’edificio danneggiato dall’esplosione di una bombola in via Vittorio Veneto, l’ex mercato ortofrutticolo. Di tutto, di più. Tutta una serie di luoghi che i cittadini hanno visto scivolare verso il degrado da quando la crisi ha travolto l’economia. La maggior parte degli interventi riguarda il capoluogo. Ma ci sono nuove possibilità anche per siti industriali dismessi che si trovano nelle frazioni, come l’ex fonderia Ceccanti che alcuni mesi fa è stata oggetto di un piano di smaltimento delle parti di tetto in eternit. Il Comune in questo caso era intervenuto con un’ordinanza e la proprietà ha ottemperato a quanto era stato richiesto mettendo in sicurezza il capannone. Nell’elenco anche l’ex fornace a Pardossi, la vecchia Zetagas, il vecchio centro Nicò in via Montevisi. I proprietari potranno anche chiedere di trasferire in altre zone i volumi esistenti, sistemando le aree interessate da demolizioni.

Il punto di partenza resta dunque la scheda-norma prevista dagli strumenti urbanistici. Su quella tecnici e privati potranno “lavorare” con idee nuove e attuali. Sempre che questo metta in moto gli interventi di trasformazione edilizia. L’atto approvato dal consiglio andrà alla Regione e metterà il Comune nella condizione di poter accedere ad agevolazioni sul recupero del patrimonio esistente o su nuovi progetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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