Il Tirreno

Pontedera

Il Comune risparmia centomila euro

Il Comune risparmia centomila euro

È l’effetto del trasferimento degli uffici del giudice di pace da via Gotti al Palazzo Pretorio

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PONTEDERA. Alla fine di un percorso tra amministrazione comunale, privati e tribunale di Pisa, che è servito anche a fare restare in città gli uffici del giudice di pace, gli stessi giudici che prestano servizio in città hanno sollevato una serie di perplessità rispetto al trasferimento nel rinnovato Palazzo Pretorio.

Ormai i nuovi uffici giudiziari sono pronti ma se non si placheranno le polemiche è molto probabile che il trasloco avverrà nel silenzio, senza neppure una cerimonia di inaugurazione. Come è noto, tanto che nelle scorse settimane è venuto a Pontedera anche il presidente del tribunale di Pisa che, insieme al sindaco e ai giudici di pace ha effettuato un sopralluogo a Palazzo Pretorio, sono state espresse una serie di perplessità legate al fatto che i cittadini che andranno dal giudice di pace dovranno passare dal bar bistrot che è stato aperto al piano terreno dello storico edificio.

Il sopralluogo sembrava avere risolto i punti da chiarire. Invece non è stato così. L’amministrazione comunale da parte sua ricorda che ha fatto quanto era possibile prima per evitare la chiusura della sede di Pontedera e poi per evitare un trasferimento degli uffici in una sede decentrata. Il trasloco dei giudici di pace da via Gotti, dove si trovano attualmente, a Palazzo Pretorio consentirà ai cittadini pontederesi un risparmio di circa centomila euro all’anno, a tanto ammonta in canone per l’affitto della sede attuale. Dire oggi che il progetto non è stato condiviso, secondo l’amministrazione comunale, non corrisponde alla realtà. Gli spazi a disposizione del giudice di pace aumenteranno notevolmente, con un risparmio per le casse comunali.

E’ stato deciso che quando ci saranno processi con detenuti si farà in modo che questi entrino dell’ingresso secondario. Gli altri utenti entreranno dall’ingresso principale che è anche l’unico accesso degli utenti che vanno a visitare gli spazi espositivi situati al primo piano dello storico edificio e che, ovviamente, non invocano la privacy per andare a visitare una mostra. La polemica, insomma, è stata accolta con una certa amarezza. L’intervento del privato ha permesso di recuperare uno spazio pubblico, di dargli nuova vita e di mantenere nel centro storico gli uffici giudiziari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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