Sicurezza
Disabili maltrattati, sospesi gli educatori
Fauglia, l’inchiesta della procura di Pisa su denuncia di una famiglia: "Lividi sospetti sul corpo di nostro figlio"
FAUGLIA. Mario, nome di fantasia, arriva a casa con i lividi. Accade più di una volta. Non sembrano lividi da cadute "ordinarie". Appaiono, piuttosto, segni di percosse sul corpo. Scatta così l'inchiesta. Con la denuncia dei familiari di uno dei disabili psichiatrici seguiti nella residenza sanitaria di Montalto, nel comune di Fauglia, punto di approdo per adolescenti e giovani adulti. La struttura è frequentata da persone che hanno gravi disagi e che devono essere gestiti con una grande preparazione , perciò i genitori cercano di capire l'origine dei lividi. Alla fine si convincono che è necessario fare qualcosa.
I racconti del figlio e quei segni non li lasciano dormire tranquilli. Temono che nella struttura, gestita dalla Fondazione Stella Maris e convenzionata con il servizio sanitario nazionale, ci sia qualcosa che meriti di essere approfondito. La famiglia decide, dunque, di rivolgersi ai carabinieri e presenta una denuncia. Il terrore era quello di scoprire una realtà fatta di maltrattamenti. La denuncia, presentata alla fine dell'estate, è stata presa in considerazione dalla Procura della Repubblica di Pisa che ha disposto una serie di indagini e approfondimenti, dei quali ancora non si conoscono i risultati, che hanno però portato ai primi provvedimenti di questi giorni. Quattro educatori sono stati allontanati dal servizio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.12259881:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2015/10/13/news/disabili-maltrattati-chiesto-il-processo-1.12259881]]
La misura cautelare è stata firmata dal Gip del Tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, su richiesta della Procura come primo provvedimento necessario per mettere fine ad alcuni episodi che negli ultimi tempi sarebbero avvenuti nella struttura, una delle più conosciute e apprezzate nel settore, strettamente collegata alle attività della Fondazione Stella Maris che ha la sua sede principale a Calambrone. Poche, finora, le conferme sull'inchiesta che ha cercato di verificare quale fosse il modello di trattamento riservato agli ospiti ma certamente i provvedimenti di questi giorni dicono che le indagini devono aver consentito di appurare significativi e reiterati episodi di rilevanza penale.
Così come non si conoscono ancora nello specifico i ruoli degli educatori coinvolti, ai quali i carabinieri proprio nei giorni scorsi hanno notificato la misura del divieto di esercitare la professione. Si sa che si tratta di dipendenti stimati (alcuni risiedono in provincia di Livorno) e che l'arrivo dei carabinieri del comando provinciale di Pisa ha colto tutti di sorpresa. A breve comunque sarà possibile conoscere quanti sono stati gli episodi di maltrattamento che vengono contestati ai quattro dipendenti e se quanti ospiti siano stati interessati dai comportamenti ritenuti di rilievo penale. Si parla di pazienti con disabilità neuro-psichiatriche e motorie che spesso hanno totalmente bisogno delle cure e delle attenzioni del personale che li ha in custodia.
Le indagini proseguono e vengono sentite numerose persone che lavorano nella residenza sanitaria. Per cui non si esclude che possano esserci anche altri dipendenti coinvolti nelle indagini. E' emerso infatti che sono stati richiesti provvedimenti per altri cinque dipendenti i quali rischiano la stessa misura presa per i primi quattro indagati. Ieri non è stato possibile rintracciare il presidente della Fondazione, l'avvocato Giuliano Maffei, confermato nell'incarico all'inizio dell'anno. La notizia dell'inchiesta è rimasta riservata: le indagini sono in una fase molto delicata anche se in gran parte ormai definita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
