Il Tirreno

Pontedera

L’Asl potenzia i controlli contro i furti al “Lotti”

L’Asl potenzia i controlli contro i furti al “Lotti”

Il direttore Colombai è al lavoro, ma non è possibile installare telecamere per ragioni legate alla privacy. I colpi sono stati denunciati alle forze dell’ordine

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PONTEDERA. L’Asl lavora per aumentare la sicurezza dei lavoratori dell’ospedale Lotti dopo che si sono verificati alcuni furti all’interno degli spogliatoi delle donne in più parti del presidio. E lo farà, come spiega il direttore del presidio, dottor Renato Colombai, cercando di tenere conto delle regole imposte «dalla privacy e del fatto che l’ospedale è un luogo aperto alla comunità e tale deve restare».

Ma dopo i furti della scorsa settimana, che si affiancano a quelli che periodicamente avvengono nei reparti ai danni dei degenti, è evidente che i ladri non hanno grande difficoltà a muoversi tra i corridoi del Lotti. Ieri mattina siamo andati all’ospedale per cercare di capire dove può essere l’anello debole dei controlli ed effettivamente qualcuno ha avuto davvero la vita facile quando ha “visitato” gli spogliatoi. Molti dipendenti anche solo a sentire le domande sui furti sorridono.

«È come un porto di mare il nostro ospedale – dicono - e poi chi può controllare? La stessa chiave apre le porte di alcuni reparti e quelle degli spogliatoi».

Il malvivente che ha svuotato gli armadietti è entrato con la chiave. Così, anche se le porte sono di metallo, come quella vicina al bar che è stata aperta sabato pomeriggio per derubare l’unica barista che era in servizio in quel momento, l’autore dei colpi non ha dovuto fare una grande fatica. La porta non ha segni di effrazione. Lo sconosciuto ha girato la chiave ed è entrato.

«L’azienda sanitaria dovrebbe attivarsi – dice una dottoressa – con controlli anche sul personale che lavora nell’ospedale. E se qualcuno ha già avuto un certo genere di problemi, l’azienda dovrebbe tenerne conto con opportuni provvedimenti».

A forza di fare domande abbiamo trovato anche una delle donne addette alle pulizie che, alcuni mesi fa, nell’armadietto non ha trovato le scarpe. «Alla fine di un turno di lavoro quando sono venuta a cambiarmi ho scoperto il furto e detto ciao alle mie cose». Stessa situazione per alcune dottoresse. Chi colpisce all’ospedale infatti preferisce entrare negli spogliatoi delle donne. Se a rubare fosse una donna, questo le consente forse di passare inosservata. Ipotesi. Polizia e carabinieri hanno ricevuto le denunce di furto.

Un tempo, sempre dopo che c’erano stati furti all’interno del Lotti, l’azienda Asl aveva preso in considerazione l’idea delle telecamere. Un buon proposito che era scontrato con la dura realtà imposta dalla responsabile degli aspetti legati alla privacy in un ambiente ospedaliero. Finora è stato detto al personale che non possono essere installate telecamere neppure agli ingressi degli spogliatoi, ovviamente all’esterno. E questo diventa difficile da spiegare a chi ha subito un furto e vorrebbe sapere con chi ha a che fare.

«È un fenomeno, quello dei furti, che ci preoccupa soprattutto per la frequenza con cui avvengono – aggiunge Colombai – anche per questo mi sono rivolto alle forze di polizia cittadina per segnalare la situazione».

Una notte, mentre la guardia giurata era impegnata nei controlli dei vari reparti, qualcuno è entrato nella postazione del vigilante anche se poi, oltre ad avere spostato alcune chiavi, non ha portato via altro.

«Dobbiamo tenere l’ospedale aperto e al tempo stesso trovare un modo per risolvere questo problema - sottolinea Colombai - Cercheremo di rafforzare la vigilanza per capire chi frequenta in maniera impropria il Lotti. Devo dire che stiamo anche facendo qualcosa di immediato su cui c’è una sorta di riserbo perché potrebbe rallentare il lavoro che stiamo portando avanti».

In una maggiore sicurezza sperano in molti. Se ormai i degenti si organizzano e non lasciano alcun oggetti di valore nei reparti, per un lavoratore è piuttosto antipatico scoprire alla fine di un turno che qualcuno ha rubato i suoi abiti, la borsa e tutto quello che c’era all’interno.

Una situazione che ha bisogno di risposte in tempi brevi, visto il ripetersi dei furti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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