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Nuovi furti all’ospedale Scatta la caccia al ladro
Ripulito anche l’armadietto di un’addetta al bar del “Lotti”, l’unica presente Molto probabilmente il malintenzionato è andato a colpo sicuro
PONTEDERA. I dipendenti dell’ospedale Lotti cominciano a chiedersi come fare per “stanare” il ladro - ma potrebbe trattarsi anche di una donna - che da qualche tempo ha preso l’abitudine di saccheggiare gli armadietti del personale entrando con una grande facilità all’interno degli spogliatoi. Dopo i furti all’inizio della scorsa settimana - ad una dottoressa della radiologia il ladro ha portato via un po’ di tutto - il “topo” che si muove con una certa padronanza all’interno del Lotti è tornato a colpire. Ed è entrato negli spogliatoi al piano terra vicini al bar, senza contare che potrebbe essere sempre lui quello che ha rubato denaro e documenti all’Associazione volontari ospedalieri.
La particolarità dell’ultimo furto dovrebbe aiutare chi ha il compito di tutelare i dipendenti dell’ospedale ad acquisire informazioni ulteriori sull’autore dei colpi. Sabato pomeriggio, infatti, chi è entrato negli spogliatoi, senza fare tanta fatica ad aprire la porta di ingresso, ha forzato soltanto l’armadietto di una delle bariste dell’ospedale. Il fatto che ha incuriosito, oltre che preoccupato, è che lo scassinatore sia andato a colpo sicuro. Tra tanti armadietti che aveva a disposizione ha aperto quello dell’unica barista che era in servizio sabato pomeriggio. Chissà, si potrebbe pure pensare che il “topo” degli armadietti, sia passato dal bar, abbia visto chi era al lavoro e poi sia entrato negli spogliatoi.
Risultato? Ieri in alcuni reparti e al circolo ricreativo del Lotti non si parlava d’altro, cioè della preoccupazione che i dipendenti alle fine di un turno di lavoro possano pure rischiare di andare a casa con la divisa dell’ospedale perché dall’armadietto personale è sparito tutto. Si racconta che questa esperienza sia già capitata a una dottoressa rimasta anche senza le scarpe. L’anno passato altre due dottoresse della radiologia tornarono a casa senza i rispettivi cappotti.
A fare venire in mente che chi si occupa con tanto interesse degli spogliatoi del presidio ospedaliero non arrivi da molto lontano è stata la dinamica dell’ultimo furto avvenuto all’inizio della scorsa settimana, già finito al centro delle cronache. Oltre una decina gli armadietti aperti, svuotato quella di una dottoressa della radiologia. Una dipendente era passata dagli spogliatoi prima del furto. E aveva visto che la porta era bloccata con una sorta di catena di quelle che si mettono quando ci sono in corso dei lavori.
La situazione è conosciuta dai vertici dell’ospedale, ma a quanto pare non è facile pizzicare i responsabili dei furti. Le telecamere in alcuni angoli ci sono, ma non sono sufficienti o non sono in grado di mettere insieme le informazioni che potrebbero aiutare le forze di polizia a incastrare i ladri degli armadietti che, sempre stando alla statistica, preferiscono gli spogliatoi delle donne quando devono fare sparire capi d’abbigliamento.(s.c.)
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