Il Tirreno

Pontedera

Fiorella Ekwueme simbolo d’integrazione. È lei l’immigrata dell’anno

Fiorella Ekwueme simbolo d’integrazione. È lei l’immigrata dell’anno

Nata a Pontedera da genitori nigeriani, impegnata nel sociale, riceve oggi il premio assegnato dal Tavolo della pace e della cooperazione

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PONTEDERA. I suoi genitori sono arrivati a Pontedera 40 anni fa dalla Nigeria. Sono stati tra i primi immigrati in assoluto a prendere la residenza in Valdera. Lei dice di sentirsi pontederese e africana allo stesso tempo. Fiera delle sue radici, con in tasca una laurea in chimica farmaceutica e in testa un concetto chiaro di quello che, secondo lei, dovrebbe essere l'immigrazione.

«Chi si trasferisce da un Paese a un altro deve partecipare attivamente alla vita sociale della sua nuova terra, cercando di rendersi utile. Il problema è che se queste cose le dice una persona dalla pelle bianca viene scambiata

oggi riceve per razzista». Titolare di un centro studi per ragazzi, neo mamma, dotata di una voce graffiante che l'ha portata a esibirsi in molti locali della Valdera. Lei è Fiorella Ekwueme, 30 anni, e stasera verrà premiata dal Tavolo della pace e della cooperazione, soggetto che racchiude una serie di associazioni del territorio, come "Immigrato dell’anno". Dalla sala conferenze della biblioteca Gronchi ,Fiorella è pronta a lanciare un messaggio forte, indirizzato a tutte quelle persone che lasciano il Paese d'origine per cercare fortuna altrove: «L'immigrato nell'immaginario collettivo non è ben visto. Questo perché molte persone si siedono sulla politica d'assistenza italiana, facendo poco o niente per divenire parte attiva della società. Il nuovo cittadino - spiega Fiorella - dovrebbe essere una persona che si sforza di imparare la lingua del paese che lo ospita, che si prodiga per far conoscere la propria cultura, ma che si impegna anche a imparare quella del territorio in cui vive. I miei genitori si sono fatti il mazzo per ritagliarsi un ruolo dignitoso nella società».

Figlia di Nicholas e Cecilia, sorella di Lucia, Liviana e Vittoria, Fiorella, oltre a essere direttrice del coro della parrocchia del Duomo, è a capo della Bussola D'Oro, in via Delle Colline: «È un luogo che offre servizi di vario tipo. Dal babysitteraggio, al sostegno nello studio», spiega la giovane, residente in città, che attraverso il suo lavoro cerca ogni giorno di portare avanti un’ambiziosa missione: «I bambini figli di stranieri non devono isolarsi, ma fare di tutto per integrarsi. Non è facile, lo so bene, a Pontedera c'è una mentalità piuttosto chiusa. Ai miei allievi dico sempre che l'unico modo per combattere l'ignoranza è la conoscenza. Mi capita di arrabbiarmi addirittura coi miei parenti perché non parlano bene l'italiano».

Fiorella Ekwueme verrà premiata al termine di una giornata di iniziative organizzate dalla Tavola della pace e della cooperazione. Stamani, dalle 8,30 alle 12,30, Francesco Paletti della Caritas illustrerà agli studenti dell'Ipsia un dossier sul fenomeno dell'immigrazione. Poi, dalle 17,30, l'iniziativa si sposterà nella biblioteca Gronchi, in viale Rinaldo Piaggio. Qui Francesco Paletti terrà una conferenza aperta al pubblico, prima del buffet multietnico, fissato per le 20, e della consegna del premio "Immigrato dell'anno", in programma alle 21. (t.s.)

 

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