Il Tirreno

Pontedera

Sciolto il nodo-terreno il nuovo Marconi sorgerà al Fontevivo

di Giacomo Pelfer
Sciolto il nodo-terreno il nuovo Marconi sorgerà al Fontevivo

Le conclusioni illustrate durante il consiglio comunale aperto ora serve lo studio di fattibilità per definire costi e tempi

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SAN MINIATO. Nessun vincolo ambientale, una morfologia ottima e una corretta esposizione solare, unita alla facilità di accesso e alla vicinanza ad altre strutture di servizio. Il tutto per un costo giudicato "standard", al netto delle spese per l'acquisto del terreno. Tutto, insomma, propende per il Fontevivo. È qui che il liceo Marconi dovrebbe trovare la sua sede definitiva, in base ai risultati dell'analisi commissionata dal Comune di San Miniato allo studio Archea di Firenze. Risultati illustrati ieri, dall’assessora Marzia Fattori, nel consiglio comunale aperto dedicato al futuro delle scuole di San Miniato. Una sala gremita quella allestita alla Casa Culturale, con un ricco parterre di politici e amministratori in aggiunta alla giunta e ai consiglieri di San Miniato: dal presidente della Provincia Marco Filippeschi agli altri sindaci del Valdarno, passando per i consiglieri regionali Andrea Pieroni, Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini del Pd, insieme a Irene Galletti dei Cinque Stelle. «Adesso che abbiamo i risultati dello studio non c'è tempo da perdere» ha detto il sindaco Vittorio Gabbanini rivolgendosi a Filippeschi, «perché se non partiamo ora non arriviamo mai». E partire, adesso, significa puntare forte sulla soluzione Fontevivo, come spiegato da Fattori illustrando i risultati dello studio, nel quale si ipotizzava (con una proiezione al 2022) una scuola da 35 classi e oltre 700 studenti per una superficie edificate di 7mila metri quadri. In base ad una serie di punteggi assegnati a vari parametri, lo studio Archea ha portato alla bocciatura degli altri tre siti alternativi al Fontevivo.

Bocciatura senza appello, in primis, per la vecchia localizzazione di via Catena: «I punti di debolezza sono la morfologia, la pericolosità sismica e geologica e i costi di costruzione maggiorati - ha spiegato Fattori -, insieme ad una carenza di spazio e al problema della viabilità. Aspetti che non si possono modificare se non spendendo ingenti risorse pubbliche e sacrificando il paesaggio». Niente da fare, però, anche per le ipotesi Ponte a Egola e San Donato: problemi di natura idraulica per entrambi, uniti all'aspetto paesaggistico per il primo e al nodo della viabilità per il secondo. Conclusioni che hanno acceso le critiche delle opposizioni, compatte invece sulla necessità di salvaguardare il ruolo del capoluogo come città-scuola. «Un ruolo che fu preso in considerazione quando si decise di costruire il Cattaneo in via Catena», ha detto Laura Cavallini (Immagina San Miniato). Ruolo che «il Pd - ha aggiunto Chiara Benvenuti (Cinque Stelle) - confermava anche nel programma 2014». «Inutile parlare di problemi di accessibilità quando sono 40 anni che a San Miniato attendiamo una vera viabilità», ha rincarato Carlo Corsi (Forza Italia), seguito dalle parole di Alessandro Niccoli che, contraddicendo le conclusioni dello studio e della Provincia, sostiene la possibilità di recuperare il vecchio edificio di via Catena, «senza andare a spendere 15 milioni che la Provincia in questo momento non ha». Alla fine, però, le schermaglie politiche hanno indispettito i genitori, in maggioranza convinti dalla necessità di «chiudere la pagina del passato», come ha sottolineato Franco Bucci: «Non dimentichiamo che qui ci sono 600 ragazzi che hanno rischiato di finire nei container. Adesso abbiamo messo una toppa, ma abbiamo anche chiesto di risolvere definitivamente questa situazione, perché non vogliamo che La Scala diventi una seconda San Donato». «I ragazzi hanno il diritto di stare in una scuola sicura - ha aggiunto Cinzia Martelli - e voi avete il dovere di far fronte comune perché ne venga costruita una nuova».

«Qui non siamo a difendere un colore ma a dare risposte ai cittadini», ha affermato il capogruppo Pd Alessio Spadoni. Eppure, anche tra i democratici, si sono registrati dei distinguo: sono quelli espressi da Elisa Nesti, segretaria del circolo Pd del capoluogo, per la quale occorre fare chiarezza sul mancato rispetto del programma elettorale e sulla futura destinazione dell'ex liceo di via Catena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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