Il Tirreno

Pontedera

I robot made in Sant’Anna per la fabbrica della Vespa

di Andreas Quirici
I robot made in Sant’Anna per la fabbrica della Vespa

Piaggio capofila di un progetto finanziato con 5 milioni dalla Regione Toscana Venti ingegneri al lavoro per automatizzare la produzione. I timori del sindacato

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PONTEDERA. Venti ingegneri assunti per l’occasione che stanno già lavorando al processo di automazione per le linee di montaggio di Piaggio. È il progetto Centauro, in cui è coinvolta anche la Scuola superiore Sant’Anna, che ha ricevuto una linea di finanziamento da parte della Regione, consistente in 5 milioni di euro. Lo spazio in operano i ricercatori è all’interno di Pont-Tech, davanti alla fabbrica della Vespa. Il futuro di cui parlava il presidente del Gruppo, Roberto Colaninno, ai sindacati durante l’incontro dell’altro giorno sembra più vicino di quanto sembri. È la cosiddetta industria 4.0 bellezza, verrebbe da dire, e tu non puoi farci niente.

Gestione del processo. Già, perché il processo che porterà la robotica in tanti luoghi di lavoro è vista come l’innovazione che garantirà una migliore qualità della vita nelle fabbriche, con un maggiore rispetto per l’ambiente e un minore carico di lavoro da chi porta avanti la ricerca. Ed è, invece, considerata come un processo inevitabile che dovrà essere governato e gestito, affinché crei i minori danni possibili dal punto di vista dei livelli occupazionali da parte dei sindacati. È il caso di Marco Comparini, segretario provincia di Fiom Cgil: «Ho visto i processi di automatizzazione in Continental, dove sulle linee da 20 addetti si è passati a cinque. È chiaro che sono preoccupato, ma credo che dovremo trasformarlo in un passaggio epocale, ma positivo con il giusto dialogo e una programmazione efficace». Secondo Benedetto Benedetti, suo collega ma della Uilm Uil, «bisognerà arrivare preparati all’ingresso dell’automazione nelle fabbriche. Il rischio è la perdita di tanti posti di lavoro per come siamo abituati a pensarli adesso. Uno scenario che dobbiamo per forza evitare».

Timori per il futuro. Uno schieramento, quello composto dai rappresentanti dei lavoratori, al cui interno si trovano anche posizioni molto più dure. Come quella dell’Usb che, in una nota, afferma: «Il futuro degli stabilimenti italiani appare segnato dalla progressiva e inarrestabile riduzione delle produzioni e del personale. Il progetto di robotizzazione delle linee insieme al crescente ricorso a componentistica proveniente dal sud est asiatico conferma le nostre preoccupazioni sulla progressiva dismissione di Piaggio della sua presenza sul territorio. Per questo occorre aprire subito una vertenza».

Modello Amazon. Ma l’operazione “automazione in fabbrica” e più specificatamente in Piaggio, secondo Claudio Garzotto, segretario provinciale della Fim Cisl non è detto che parta dalla produzione, ma dalla logistica: «Durante l’incontro Colaninno ha fatto l’esempio del magazzino ricambi e della necessità di velocizzare le consegne e il sistema di gestione della logistica. Ma quella struttura, a quanto mi risulta, è già automatizzata. Ed è il penultimo grosso investimento fatto da Piaggio a cui è seguita la verniciatura, anche questa gestita dai robot. Tutto questo mi fa pensare che gli investimenti prospettati non riguardino la produzione quando, invece, la fabbrica ne avrebbe un gran bisogno per stare al passo coi tempi. Un passaggio fondamentale che dovremo essere bravi a gestire per non aprire crisi occupazionali e sociali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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