Il Tirreno

Pontedera

Prisca, l’emozione di diventare italiana

La giovane nata in Nigeria, madre di tre figli, ha giurato davanti al sindaco e ringraziato il paese di Buti

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BUTI. «Sono commossa per il modo in cui Buti mi ha permesso di studiare, crescere, sistemarmi».

C'è tutta l'emozione del compimento di un lungo percorso d'integrazione nell'atto con cui, ieri pomeriggio, alla presenza del sindaco Alessio Lari, si è celebrato il giuramento per la cittadinanza italiana di Prisca Nwogu Onyinyechi, classe 1982, prima "nuova" cittadina del 2017 insieme ai suoi tre figli Vittorio, Jennifer ed Emanuela, in una sala consiliare piena di amici e parenti venuti ad festeggiarla.

Un rito che nasconde, come sempre, una lunga storia che nel caso di Prisca, oggi con i figli molto conosciuta dalla comunità di adozione dove lavora presso la casa di riposo "I Maggi", è iniziata nel lontano 2001, quando arrivò nel nostro paese dalla Nigeria non ancora ventenne.

Un percorso che dopo varie tappe si ferma a Buti nel 2009, mentre qui nascevano i sui tre figli ed iniziava un'integrazione che l'ha vista formarsi e affrontare con costanza le tante difficoltà, le gioie e i dolori che si accompagnano al trovarsi in un paese nuovo.

«Devo dire grazie a questo paese, che mi ha dato tutti gli strumenti per affrontare tutte le difficoltà - ha raccontato nel suo discorso in occasione del giuramento, in cui ha voluto ringraziare tutti coloro che l'hanno aiutata, dalle forze dell'ordine alla Caritas, dalle istituzioni alla comunità butese - Un paese che ha dato a me e ai miei figli la possibilità di farci una vita e guardare al futuro».

La stessa speranza, «ben radicata nella Costituzione», è stata evocata dal primo cittadino del comune durante il giuramento, esperienza che a Buti ogni anno si ripete mediamente per circa una ventina di residenti stranieri.

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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