Toscana
«La nostra vigilanza si è subito attivata»
«L’episodio è accaduto, anche se francamente non so spiegarmi come la notizia possa essere uscita dalle mura del carcere – conferma il direttore della casa circondariale Don Bosco di Pisa, Fabio...
«L’episodio è accaduto, anche se francamente non so spiegarmi come la notizia possa essere uscita dalle mura del carcere – conferma il direttore della casa circondariale Don Bosco di Pisa, Fabio Prestopino (nella foto) – Si parla di un fatto avvenuto qualche tempo fa e che è stato sanzionato. Il personale è intervenuto e il comportamento illecito è stato interrotto. Successivamente è stata inviata una comunicazione alla Procura della Repubblica con la segnalazione del fatto». Il direttore, pur nell’imbarazzo dovuto al fatto che la vicenda nei racconti viene presentata soprattutto per gli aspetti pruriginosi, prova a fare considerazioni ad ampio raggio. «Nell’odierna situazione – aggiunge – è possibile che si verifichino episodi come questo, così come c’è il rischio che ai detenuti, durante i colloqui, possano essere forniti oggetti non consentiti o droga. Ma il fatto che il nostro personale sia subito intervenuto e abbia interrotto il comportamento illecito, dimostra che la vigilanza c’è ed è molto attenta. I problemi comunque sono altri, come in passato avete scritto sulle cronache locali». Lo scorso dicembre il direttore, rispondendo alle criticità che erano state messe in evidenza sia dal garante dei diritti per i detenuti, Alberto Di Martino, che dalla consigliera regionale del Pd, Alessandra Nardini, aveva spiegato che non c'è un vero sovraffollamento al Don Bosco, dato che tutti i detenuti dispongono dello spazio minimo di tre metri stabilito dalle normative: «Il problema è che ci sono reparti dove sono ubicate meno persone ed altri in cui c'è più concentrazione». Ci sono poi carenze strutturali che la direzione sta cercando di affrontare.
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