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Carismi, un altro nome per l’aumento di capitale

Carismi, un altro nome per l’aumento di capitale

È il banchiere romano Vincenzo De Bustis, ex di Mps, Deutsche Bank e PopBari Si sarebbe incontrato con i vertici sanminiatesi a Milano e in Banca d’Italia

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SAN MINIATO. È stato direttore generale della Banca del Salento dal 1992 al 2000, poi per tre anni ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, quindi, fino al 2008, ad di Deutsche Bank. È Vincenzo De Bustis, il nome nuovo accostato alla Cassa di risparmio di San Miniato per l’aumento di capitale da 150 milioni. L’altro giorno si sarebbe svolto un incontro tra i vertici di Carismi e il banchiere romano. E ieri le parti si sarebbero viste di nuovo a Roma a Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia. Una nuova soluzione, quindi, per la svolta attesa da mesi ormai, ma che non si è ancora concretizzata. «Anche se siamo vicini a una svolta - dicono i sindacati - perché l’atmosfera che si respira è di un’accelerata sulla trattativa».

Soluzione imminente, quindi, malgrado siano già stati fatti ripetuti annunci di esito della vicenda nell’ultimo periodo. I tempi, in effetti, sarebbero quelli indicati dopo l’addio all’operazione di Pve capital, avvenuto all’inizio di dicembre. Allora era stato fissato proprio metà gennaio per il termine della trattativa che vede ancora in lizza la compagnia di riassicurazione Barents Re, mentre si sarebbe raffreddato l’interessamento del fondo britannico, con base a Londra, Interrius limited. La quarta via sarebbe rappresentata proprio da De Bustis che, dopo l’esperienza alla Deutsche Bank, creò il fondo di private equity Bridge Capitals, poi assorbito da una banca d’affari, quando De Bustis entrò alla Banca popolare di Bari col ruolo di direttore generale.

Dal primo maggio scorso De Bustis ha lasciato quell’incarico e starebbe trattando per l’aumento di capitale alla Cassa di risparmio di San Miniato, un’operazione vitale per l’istituto di credito che, in caso di esito negativo, vedrebbe offuscarsi non poco il proprio futuro.

L’ingresso nella trattativa del banchiere romano è una delle tante voci che si sono ripetute ultimamente. Già in passato il nome di De Bustis era emerso come rappresentante di uno dei soggetti interessati all’aumento di capitale. Ora viene associato a un ulteriore fondo. Di sicuro, in queste ultime ore, c’è il fatto che i rappresentanti di Carismi erano a Milano l’altro giorno e in Banca d’Italia ieri per incontri legati alla trattativa. E di certo, in tutta questa vicenda, c’è l’ansia dei dipendenti rispetto al loro futuro all’interno di una banca che cambierà sicuramente pelle. Indipendentemente da chi sottoscriverà l’aumento di capitale. (a.q.)

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