Gioco
Torre dell’Orologio: sconto fiscale del 65% se adotti uno scalino
Prosegue la raccolta di fondi per lo storico edificio Una campagna del Comune insieme con “Il Tirreno”
VICOPISANO. Prosegue ed entra nel vivo la campagna, promossa dall'amministrazione comunale di Vicopisano in collaborazione con “Il Tirreno”, per riaprire la Torre dell'Orologio, sentinella del tempo risalente al XII secolo, situata in via Lante, nel cuore dell'antico borgo, nei pressi della biblioteca Impastato che accoglie l'ufficio turistico.
Adotta uno scalino. Tramite la misura governativa dell'Art bonus, che consente di recuperare fiscalmente il 65% della propria donazione nell'arco di tre anni e alla campagna "Adotta uno scalino", che permette di adottare uno dei 75 scalini con una donazione di 100 euro, ognuno potrà diventare un mecenate e contribuire al recupero della Torre. «Una delle sfide che ci siamo posti in ambito turistico - dice il vicesindaco Matteo Ferrucci - è riaprire la Torre dell'Orologio, metterla in sicurezza e renderla visitabile. Imprenditori, cittadini, associazioni, aziende, banche e fondazioni stanno premiando il nostro impegno corale con interesse e sostegno. Contiamo, con l'aiuto di tutti, di raggiungere questo obiettivo e di festeggiare la riapertura insieme».
Come donare. Per aveva informazioni sul progetto di recupero, sulla campagna Art Bonus e e sulle varie iniziative; www.viconet.it/comune/EOraDiRiaprirla, pagina Facebook "Torre dell'Orologio E' ora di riaprirla" e 050/796581, turismo@comune.vicopisano.pi.it. Il contributo va versato sul conto corrente bancario del Comune n. 000010721249; Iban: IT 43 N 08562 70910 000010721249; causale: "Art Bonus - Erogazione Liberale per Comune di Vicopisano, Restauro Torre dell'Orologio, Codice fiscale o P. Iva del mecenate". Chi dona può registrarsi anche tramite il sito dedicato all'Art Bonus http://artbonus.gov.it/117-10-torre-dellorologio-di-vicopisano.html
La storia. Quando fu costruita la Torre dell’Orologio? Quale la funzione? «In assenza di documenti, o date incise nella pietra, rispondiamo con l’intuizione che nasce dall’esperienza della storia - risponde lo storico e docente Giovanni Ranieri Fascetti - Gli edifici importanti, oltre a una funzione pratica, hanno anche un valore simbolico, in particolare gli edifici turriformi, scaturiti dall’immaginario archetipico maschile, sono simboli di potere; nel 1115, alla morte di Matilde di Canossa, il castello di Vico passò sotto gli arcivescovi di Pisa, l’abitato intorno alle mura fu strutturato con sapienza urbanistica e a metà tra Arno e via Vicarese venne edificata la nostra torre a significare il dominio degli arcivescovi anche sulla parte bassa della città. La torre insisteva nel punto in cui dalla via si distaccava il percorso che saliva al castello e aveva quindi anche una funzione di controllo militare, di posto di guardia. La pianta trapezoidale, condizionata dall’incontro delle vie, ricorre nelle opere di fortificazione di XI - XII secolo, l’altezza raggiungeva i trenta o più metri. La torre scampò alla distruzione di Vicopisano operata dal Brunelleschi impegnato a trasformare la città in fortezza, perché assunse la funzione di campanile della pieve; venne ribassata perché rimanesse sotto il tiro di balestre e colubrine della Rocca. A ricordo di questa funzione - conclude il professor Fascetti - permangono le campane bronzee (fuse dal fascismo e rifatte dopo la guerra) e la croce sul culmine del tetto. Dalla fine del ’700, con la ricostruzione del campanile della pieve, la Torre assunse la funzione di orologio pubblico: macchina, mostra, meridiana in marmo sono conservate».
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