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Poteco, più quote ai sei Comuni

Poteco, più quote ai sei Comuni

La Provincia esce dalla società e il suo 4% viene ripartito tra gli altri soci pubblici

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SANTA CROCE. Una ripartizione delle quote omogenea tra i sei Comuni che fanno parte della componente sociale del Polo tecnologico conciario (Poteco). È la soluzione individuata per il “post Provincia” all’interno della struttura che sviluppa ricerca e formazione per il comparto di pelle e cuoio toscano. L’ente pisano è uscito dalla società, come richiesto dalla normativa in fatto di partecipazioni dei soggetti pubblici. Da qui la necessità di distribuire il 4% circa detenuto dalla Provincia.

Si tratta di un valore di circa 7mila euro che le amministrazioni comunali di Santa Croce sull’Arno, Montopoli Valdarno, Castelfranco di Sotto, San Miniato, Fucecchio e Santa Maria a Monte si accolleranno per far proseguire senza scossoni l’attività del Polo tecnologico conciario. Non che il futuro del centro diretto da Domenico Castiello fosse in bilico o in dubbio con l’uscita di scena della Provincia. Ma definire al meglio la ripartizione delle quote aiuta, senza dubbio, a proseguire meglio il percorso intrapreso ormai anni fa, quando gli imprenditori conciari crearono Poteco con l’idea di adeguarsi agli standard qualitativi del settore.

Da qui la necessità di fare ricerca di nuove tecniche di concia, ma anche di formare adeguatamente il personale sia produttivo che manageriale. Un’operazione che venne intrapresa con a fianco le istituzioni (i sei Comuni del Valdarno e la Provincia) per portare avanti quel concetto di sinergia tra pubblico e privato che ha caratterizzato gli ultimi decenni del comparto conciario toscano. Un binomio che ha portato alla crescita del Polo tecnologico e al trasferimento nella nuova sede con un passaggio strategico fondamentale dai vecchi laboratori e uffici di Castelfranco di Sotto a quelli di Santa Croce sull’Arno, in cui hanno trovato posto anche spazi dedicati dal settore calzaturiero, con la realizzazione della manovia sperimentale per segnare l’unità d’intenti tra i due settori che compongono la filiera della pelle. E gli uffici dell’Associazione conciatori, per riunire sotto un unico tetto quelli che, da anni, segnano le strategie comprensoriali delle aziende, insieme al Consorzio conciatori di Ponte a Egola.

La sede di Poteco dovrà essere ultimata, ma siamo davvero in dirittura d’arrivo per un progetto che marcia spedito, nonostante alti e bassi dell’andamento di pelle e cuoio sul mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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