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Industriali, Matteoli non farà il vicepresidente

Industriali, Matteoli non farà il vicepresidente

Secondo il leader dei conciatori di Ponte a Egola, sono condivisibili le ragioni che hanno portato i colleghi di Santa Croce a dire addio all’Unione pisana

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PONTE A EGOLA. Le ragioni appaiono condivise, sia sull'una che sull'altra sponda del Valdarno, anche se Ponte a Egola sembra essere stata un po' spiazzata dai tempi e dai modi della rottura decisa dai cugini di Santa Croce. «Adesso avremo comunque tutto il tempo per approfondire la questione - spiega il presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Michele Matteoli - anche se nel frattempo, sia chiaro, non mi presterò a ricoprire il ruolo di vicepresidente che spetta al settore conciario». È questa, per adesso, la posizione della sponda sanminiatese del distretto industriale, dopo la decisione dell'Associazione Conciatori di Santa Croce di dire addio all'Unione industriale pisana. Una scelta dettata dall'insofferenza per il recente rinnovo delle cariche all'interno della Confindustriala provinciale. Cariche che secondo i conciatori sarebbero troppo squilibrate verso l'area pisana, a cominciare proprio dalla neopresidente Patrizia Pacini. Un problema condiviso da entrambe le associazioni di categoria, e di cui si parlava da un po' di tempo all'interno delle aziende. «Oggettivamente - commenta Matteoli - c'era l'idea che dopo tutti questi anni la presidenza potesse toccare ad un rappresentante del nostro comparto».

Il nome sarebbe stato quello di Alessandro Francioni, ex presidente di Assoconciatori ed ex vice dell'Unione industriale pisana, che alla fine comunque aveva scelto di non candidarsi. Ad ogni modo, la scelta di arrivare alla rottura, comunicata alla fine di dicembre, avrebbe colto di sorpresa il Consorzio Conciatori. La notizia è stata data il 12 dicembre, durante il primo Cda dell'Unione guidato dalla neopresidente Pacini, dove fu riferito che Assoconciatori aveva manifestato informalmente l'intenzione di uscire da Confindustria. «È sicuramente un'azione forte - commenta Matteoli -. Da parte mia avrei preferito un approfondimento, magari con un incontro tra i consigli delle due associazioni. Comunque sia, dal momento che servono almeno tre mesi di preavviso per uscire, il Consorzio adesso avrà tutto il 2017 per decidere».

Nel frattempo, però, Matteoli precisa che non ricoprirà una delle quattro poltrone di vicepresidente dell'Unione industriale (attualmente vacante) riservato al settore conciario. Sulla possibilità, invece, di abbandonare l'area pisana per approdare nella Confindustria fiorentina, Matteoli non fa mistero di qualche perplessità: «Non so se sia tecnicamente possibile in base allo Statuto - dice -. Anche questo è un aspetto che andrà valutato e approfondito». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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