La protesta
Giglioli: non è un dramma l’esclusione di Gabbanini
SAN MINIATO. Nessun dramma secondo il segretario del Pd di San Miniato, Simone Giglioli, per l'esclusione di Vittorio Gabbanini dal nuovo consiglio provinciale uscito dalle elezioni di domenica....
SAN MINIATO. Nessun dramma secondo il segretario del Pd di San Miniato, Simone Giglioli, per l'esclusione di Vittorio Gabbanini dal nuovo consiglio provinciale uscito dalle elezioni di domenica. «Troppo stretti» a detta del segretario, gli otto posti conquistati dal Pd per pensare di eleggere ben 3 sindaci provenienti dal comprensorio. Un territorio, comunque, la cui rappresentanza sarà ugualmente garantita dall'elezione di Giulia Deidda e Gabriele Toti, come Giglioli spiega in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook.
«È chiaro - ricorda il segretario - che avrei preferito un superamento delle province con la loro cancellazione in Costituzionale ad opera della Riforma. Ma il 4 dicembre le cose sono andate diversamente e la maggioranza degli italiani ha votato anche per il mantenimento in Costituzione dell'ente provinciale. Il risultato è stato netto, con 8 consiglieri su 12 alla maggioranza del presidente Marco Filippeschi. La lista di centro-sinistra che riproponeva l'alleanza con Sel ricalcava in larga parte la lista di due anni fa. Il Comprensorio presentava ancora tre candidati. Ne sono stati eletti due. A differenza della scorsa volta, il nono consigliere non è scattato, ed è rimasto fuori il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini. Vittorio va senz'altro ringraziato per essersi messo a disposizione, in una ripartizione territoriale che lo vedeva abbastanza stretto. Tuttavia la nostra zona sarà ben rappresentata dai sindaci Deidda e Toti».
Adesso, però, occorrerà secondo Giglioli individuare una dimensione più chiara al ruolo e alle funzioni delle provincie, senza limitarsi a liquidare semplicemente la legge Delrio.
«Questo sarà un mandato più difficile. Il passato era il primo sotto la nuova legge, ma questo è il primo con le province che hanno di nuovo una loro "stabilità costituzionale". Alcuni aspetti della Delrio dovranno essere rivisti. Vedrete, presto si rifarà vivo il partito dell'eterno ritorno al passato. Spero soltanto che non si cancelli la legge Delrio». (g.p.)
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