Il Tirreno

Pontedera

«Mi sono voltato e quell’auto nera mi ha travolto»

«Mi sono voltato e quell’auto nera mi ha travolto»

Luigi Milianti è sopravvissuto all’investimento costato la vita alle due sorelle vicino al teatro romano

4 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. «Stavo andando all’ufficio, ero sul marciapiede di viale Ferrucci quando ho sentito dei rumori metallici. Mi sono voltato e sono stato travolto dall’auto, dalla Panda nera, che era sul marciapiede e aveva già investito le due donne. Mi sono trovato a terra e tutti mi dicevano di stare fermo, di non muovermi. Un grande spavento».

Il geometra Luigi Milianti, 63 anni, immobiliarista, è scampato alla morte. È lui il sopravvissuto al terribile investimento che è costato la vita alle due sorelle, Angela e Lucia (da sposata Michelotti).

Prima ai soccorritori, poi al figlio Antonio, che conferma le parole del padre ai cronisti, e agli agenti. Milianti racconta di quando ha visto la morte in faccia. La Panda condotta da Daniela Marzetti è piombata sulle due donne senza sbagliare mira. E quello che all’inizio era sembrato un tragico incidente, ben presto ha assunto i contorni di un duplice omicidio.

«Ero in casa quando abbiamo sentito dei rumori – racconta Nadia Baldi, che abita lungo viale Ferrucci – Sono uscita e mi sono trovata davanti ad una scena raccapricciante. I due cadaveri sulla strada. C’erano molte persone intorno e subito hanno cominciato a dire che l’automobilista aveva investito intenzionalmente le due donne».

È passata meno di un’ora quando arriviamo sul viale vicino al teatro romano. La strada è interrotta. Due teli bianchi coprono i corpi senza vita delle due sorelle, Angela e Lucia. Si attende da Pisa l’arrivo del magistrato, Aldo Mantovani, e del personale della squadra mobile, oltre che del dirigente del commissariato di Volterra, dottor Paolo Pizzimenti. Ma dubbi sull’omicidio ce ne sono pochi. La polizia e gli agenti della municipale, intervenuti per primi sul luogo dell’incidente, hanno una testimonianza che aiuta a inquadrare i fatti in tutta la loro gravità. Una automobilista, che percorreva la strada nella stessa direzione della Panda, ha visto l’utilitaria salire sul marciapiede nel punto esatto in cui si trovavano le donne.

«C’era una donna – dice Emilia Cavicchioli, un’altra cittadina che abita lungo viale Ferrucci – che ha visto bene la scena. È là - indica verso la Panda – con gli agenti. Questa è una strada molto pericolosa, ci sono stati tanti incidenti, abbiamo anche fatto petizioni per la sicurezza. Così quando abbiamo visto i due morti abbiamo pensato ad un incidente».

Lorella Diciotti è stata la prima a rendersi conto della tragedia e a dare l’allarme, come lei stessa ci conferma, al 118.

A lungo i volterrani non dimenticheranno i due teli bianchi sull’asfalto vicino alle rovine del teatro romano in una fredda giornata di inizio anno.

«Quando sono arrivato, la donna era ancora sulla Panda – racconta Gabriele Falchi – dopo l’investimento si è fermata».

Daniela Marzetti è stata trovata nella macchina, ferma in piazza del Bastione. Si è accesa una sigaretta, ha assistito immobile all’arrivo dei soccorsi.

La strada resta chiusa fino alle 13, dopo lunghi rilievi della polizia, il sopralluogo del magistrato. Giusto il tempo necessario alla città per rendersi conto della tragedia familiare avvenuta a pochi metri dal centro e che sconvolge la comunità.

Angela si stava recando al lavoro, era infatti cuoca da vent’anni alla scuola materna “Savina Petrilli”, asilo gestito dalle suore che hanno descritto Angela come una donna gioiosa e che amava i bambini.

«Siamo sconvolte – ci dicono una suora e un’insegnante – siamo molto colpite da quello che è successo. Angela era una bravissima persona».

I corpi delle due donne sono stati portati a Pisa, all’istituto di medicina legale, sono a disposizione della Procura che potrà chiedere l’autopsia. Nel frattempo i parenti stretti delle vittime sono convocati al commissariato. Quella delle due sorelle uccise è una famiglia molto numerosa: erano cinque sorelle e tre fratelli, uno dei quali morto alcuni anni fa.

Grande lo strazio di chi si trova a piangere le due anziane e con la vita sconvolta. La donna che ha usato la sua auto come un’arma è stata prima curata all’ospedale, poi interrogata al commissariato e infine, nella tarda serata, è stata trasferita in carcere a Pisa dove resterà alcuni giorni. Tanti i “non ricordo” nel suo racconto di una mattina davvero da dimenticare. Il movente? Nella mente della donna, che pochi giorni fa l’aveva descritta come una persona meravigliosa, la madre deve essere apparsa come un peso. Uccidendola insieme alla sorella (che abitava non molto distante dal luogo della tragedia) avrà pensato di avere risolto i suoi problemi. Altri servizi alle pag. 2-3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web