Italia
«Piaggio riporti il lavoro nei reparti di Pontedera»
L’appello dei sindacati in vista della riunione con Colaninno del 24 gennaio La Fim vuole più produzione nelle meccaniche. Uilm e Fiom non si esprimono
PONTEDERA. Dopo il rinvio di dicembre, sembra arrivata finalmente la volta buona per l’incontro tra i sindacati e il presidente del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno. Salvo ulteriori posticipi, la riunione si terrà a Pontedera il 24 gennaio e riguarderà non solo la fabbrica della Vespa, ma anche Moto Guzzi e Aprilia. L’attesa dei rappresentanti dei lavoratori è grande e lo si capisce anche dall’atteggiamento dei rappresentanti di Fiom Cgil e Uilm Uil che, a differenza di quello di Fim Cisl, non si espongono su previsioni o su richieste da avanzare durante l’incontro.
«Dobbiamo ancora riunirci», spiega Marco Comparini della Fiom. «In settimana diremo cosa ci aspettiamo da Colaninno», sottolinea Benedetto Benedetti della Uilm che si limita ad aggiungere: «Vorremmo intanto che Pontedera tornasse a essere il cuore produttivo di Piaggio». Parole ben diverse da quelle di Claudio Garzotto della Fim: «La nostra posizione non cambia. Vogliamo che si ritorni a far lavorare a pieno regime le meccaniche, perché altrimenti lo stabilimento di Pontedera è destinato a ridurre ulteriormente e in maniera notevole la propria operatività».
L’attesa di tutti, però, è concentrata sulle parole che il presidente del Gruppo dirà rispetto al 2017, anno in cui sono attesi nuovi veicoli. «Era stato proprio Colaninno ad annunciare che quest’anno ci sarebbero stati novità in fatto di modelli - dice ancora Garzotto - E ci aspettiamo notizie rispetto a questo. Così come vorremmo che si parlasse della produzione di motori da realizzare a Pontedera sia per gli scooter Piaggio che per gli altri marchi del Gruppo».
Sullo sviluppo dello stabilimento pontederese, in realtà, Benedetti lascia filtrare una ipotesi attraverso un quesito: «Perché Piaggio non può fare come altre case e cioè far diventare Pontedera il centro di produzione per l’Italia, ma anche per l’Europa?». Domanda a cui dovrebbe rispondere il diretto interessato, Roberto Colaninno al quale sono rivolte le attenzioni di tutti i sindacati anche in vista del documento unitario che Fiom, Fim, Uilm e Usb dovranno preparare per presentare nei prossimi mesi una piattaforma su cui basare la trattativa per il rinnovo dell’integrativo. Ma sulla possibilità di unire finalmente le forze, Claudio Garzotto appare abbastanza scettico: «La nostra posizione non cambia, ma guardando alle dichiarazioni e ai comportamenti dei rappresentanti delle altre sigle sindacali non mi sembra di vedere grande armonia. Spero comunque di sbagliarmi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
