Gioco
Nuove povertà, cresce il numero dei bisognosi
Ponsacco: rivoluzionato il piano degli aiuti per il forte aumento delle richieste E a Pontedera la Casa del volontariato ospita sempre più italiani senza lavoro
PONTEDERA. Strette di mano, abbracci e belle parole hanno scandito il periodo delle feste appena terminato con l'Epifania. Cene in famiglia, regali da scartare e tanti sorrisi. C'è un esercito silenzioso, però, che ha avuto ben poco da festeggiare.
L’emergenza. Gli effetti della crisi economica, che attanaglia l'Italia ormai da anni, si fanno sentire sempre di più. Anziani rimasti soli che non riescono a continuare a pagare l'affitto di casa e si ritrovano in mezzo alla strada, padri di famiglia che perdono il lavoro e sono costretti a chiedere aiuto, giovani che tentano di inserirsi nel mondo del lavoro ma trovano le porte chiuse. L'esercito silenzioso sono loro: i bisognosi. In molti hanno passato le feste in strutture caritative della Valdera, altri si sono seduti a tavola solo grazie agli aiuti alimentari distribuiti delle associazioni. I casi di povertà sul territorio sono in deciso aumento. Lo dicono i numeri. E in parallelo si moltiplicano i progetti, le iniziative e le strutture per garantire un sostegno a tutti.
I numeri. La Casa del volontariato è stata inaugurata nella primavera del 2014, nel quartiere del Villaggio Piaggio. L'edificio al secondo piano ospita un dormitorio con dieci posti letto, gestito dalla Croce Rossa. Nel gennaio dello scorso anno le persone ospitate erano sei; attualmente, invece, sono otto. Di queste, cinque sono italiane. In totale, nel 2016, le stanze della struttura hanno ospitato quattordici persone. Non sono cifre esageratemente alte, ma è necessario condirle con due considerazioni. In primis, Pontedera è una cittadina di appena 30mila abitanti, non certo una metropoli; quindi 14 persone che in un anno rimangono senza un tetto sulla testa sono molte. Inoltre, le persone che alloggiano nel dormitorio della Casa del volontariato cambiano di continuo, segno di una povertà che miete sempre più vittime.
L’emblema. In soli sei anni Ponsacco ha dovuto rivedere completamente il piano di aiuto nei confronti dei bisognosi. E questo non per l'inefficienza di quello già esistente, ma per il consistente aumento delle persone da aiutare. Nel 2010 il parroco don Renzo Nencioni decise di installare una tensostruttura nella parte posteriore del circolo Toniolo: qui veniva organizzata la mensa dei poveri, a cui si rivolgevano appena una manciata di bisognosi. Un anno più tardi è stato necessario lo spostamento della mensa al secondo piano del circolo, in modo da ospitare fino a dieci utenti. Ma di persone che non hanno possibilità di consumare un pasto caldo ce ne sono sempre di più, e spesso non hanno neppure un posto dove dormire. Allora, nel 2012, ecco un altro ampliamento: viene utilizzato il primo piano dell'ex Casa del fanciullo, nei pressi della casa di riposo Giampieri, con l'aggiunta di sei posti letto e alcune docce. Oggi l'immobile è interamente dedicato all'aiuto delle persone in difficoltà. Da aprile sarà attivo un salone capace di ospitare 30 persone per i pasti, oltre ad altri posti letto e altre docce. Per usufruire del dormitorio bisogna pagare una cifra intorno ai dieci euro a notte, a meno che la struttura non abbia già preso accordi col Comune di residenza della persona in difficoltà.
Il Comune. «L'emergenza povertà c'è e si sente, in pochi anni abbiamo dovuto ampliare la nostra rete di servizi di fronte a una domanda in continua crescita», spiega l'assessore alle politiche sociali di Ponsacco, Tamara Iacoponi, che conclude: «Molte persone si vergognano a chiedere aiuto. Dopo una vita passata a lavorare, ritrovarsi improvvisamente costretti a chiedere da mangiare è davvero difficile».
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
