Il Tirreno

Pontedera

il caso a cigoli

La piccola chiesa della discordia

La piccola chiesa della discordia

Mai varato il regolamento per l’edificio ristrutturato dal Comune

2 MINUTI DI LETTURA





CIGOLI. La questione sembrava superata già nel 2012, quando all'indomani di una Consulta fu annunciata la stesura di un regolamento condiviso per l'uso dell'edificio, dopo aver chiarito una volta per tutte che la proprietà apparteneva al Comune. La chiesetta di San Rocco, in pratica, sarebbe rimasta a disposizione dei cittadini per eventi e iniziative, a patto che fossero consoni con la sacralità del luogo e con le funzioni religiose. A distanza di 5 anni, invece, la disputa per l'utilizzo della piccola chiesa di Cigoli è ancora aperta. A far storcere il naso ad alcuni cittadini e alla Consulta, è stata l'apertura di un bando, da parte del Comune, per la ricerca di un sponsor pronto ad acquistare una decina di panche per la chiesa: in pratica, per dirla con le parole di Enzo Cintelli (ex coordinatore della Consulta) «per sostituire le laiche sedie con le cattoliche panche». Da qui la presa di posizione di Cintelli, attraverso una lettera recapitata al sindaco, al parroco e all'attuale coordinatore, contro quello che definisce «un sostanziale affidamento dell'oratorio alla gestione della chiesa di Cigoli». «Eppure - ricorda Cintelli - fu proprio il Comune nel 2013 a restaurare l'oratorio con 415mila euro, dotandolo di riscaldamento e servizi igienici. Quando sono stato coordinatore, però, ho assistito a decisioni incomprensibili dell'amministrazione: mentre eravamo impegnati a sostenere la necessità di un regolamento per San Rocco, dentro la chiesa furono montati dei pannelli in legno su cui fu allestita una mostra permanente di quadri donati dal concittadino Mario Mariani, in contrasto con la volontà e con le richieste della Consulta. Quei pannelli sono stati rimossi solo nel novembre 2016, mentre il regolamento rimane una chimera, così come la proposta di individuare un volontario incaricato della gestione».

«Il 16 dicembre - racconta Cintelli - ho partecipato ad una cena galeotta a Volterra, ospitata nella chiesa del carcere. Interpellando un carcerato, mi è stato spiegato che lì si tengono incontri, teatro e musica, aggiungendo che "in un luogo dove le persone soffrono, pensano o si divertono Cristo è vicino a loro"». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore