La protesta
Frantoio senza telefono da due mesi
Il titolare Annessi: «Ho stimato un calo di almeno il 30 per cento negli affari, chiederò i danni a Tim»
SAN MINIATO. Ci sono clienti che arrivano di persona, con aria interrogativa, convinti che il frantoio abbia chiuso per chissà quale motivo. Altri ancora, invece, alla scoperta di non poter pagare con il bancomat, decidono di ricorrere al celebre ed insidioso "pagherò". Storie di ordinario disagio, alle prese con una linea telefonica disastrata che, anno dopo anno, continua a far dannare il Frantoio Sanminiatese di via Maremmana a La Serra. Un problema che ormai rappresenta una costante, puntuale come la frangitura, a dispetto dei ripetuti solleciti e dei risarcimenti che l'azienda è riuscita più volte ad ottenere. Stavolta tutto è iniziato alla fine di ottobre, dopo il primo vero giorno di maltempo che è bastato a mettere fuori uso la linea fissa dell’azienda.
«Il problema è molto semplice - dice il titolare Paolo Annessi -: ci sono cavi disastrati che andrebbero sostituiti, mentre i tecnici si ostinano a fare dei rattoppi che non risolvono il problema».
A dimostrarlo sono i due mesi trascorsi dalla prima segnalazione, con la linea tuttora fuori uso alle soglie del 2017.
«Dopo le prime chiamate - racconta Annessi - i tecnici sono riusciti a far funzionare il telefono a singhiozzo: fra ottobre e novembre alternavamo qualche giorno di servizio a intere settimane di guasto».
Da qui sono riprese le segnalazioni, non più a Telecom (oggi Tim) bensì direttamente ad una ditta incaricata, con sede in zona, che aveva raccomandato al frantoio di essere avvisata se il guasto si fosse presentato di nuovo.
«Così, a forza di rattoppi - riprende Annessi - siamo arrivati ai primi di dicembre, quando un temporale ha bruciato la cosiddetta "borchia" cui fa capo la nostra linea. Dopo varie chiamate, finalmente la ditta ha mandato un ragazzo che ha confermato il problema, annunciando che l'indomani sarebbe tornato con la nuova borchia. Da allora non l'abbiamo più visto: telefonando all'azienda ci hanno detto che stavano cercando il pezzo. A quel punto, chiamando di nuovo Telecom, ci siamo sentiti rispondere che avremmo dovuto fissare un appuntamento con un tecnico. Praticamente un barzelletta. Da allora la ditta non ci risponde più, mentre i centralisti del 187 non sanno più cosa dirci».
Intanto, però, il problema sta limitando e non poco l'attività dell'azienda, sia per la difficoltà dei clienti a fissare gli appuntamenti per la frangitura, sia per l'impossibilità di pagamenti con il Pos.
«Ho stimato un calo di almeno il 30% - conclude Annessi -. Vorrà dire che anche quest'anno ci rivolgeremo al Corecom per essere risarciti».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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