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Discarica o rivendita? Il caso Castelnuovo a “Striscia la notizia”

Discarica o rivendita? Il caso Castelnuovo a “Striscia la notizia”

La vicenda è quella della ditta La Soluzione dissequestrata dal tribunale di Pisa nonostante l’inchiesta della procura

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Rivendita o discarica? Chiara Squaglia, inviata di Striscia la notizia, è andata a Castelnuovo Valdicecina a controllare “sul campo” quello che sta succedendo nell’attività di cui è proprietario Idilio Masi.

Nei mesi scorsi un’operazione di più forze di polizia ha permesso di scoprire quella che risulterebbe una discarica abusiva tra le più estese tra quelle scoperte in Toscana negli ultimi dieci anni, con il sequestro di terreni e beni per quasi mezzo milione di euro. Tutto è partito dal commissariato di Volterra, che ha operato con agenti della polizia e carabinieri del Noe di Firenze, coadiuvati dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro e da agenti della polizia stradale e sotto il coordinamento della Procura di Pisa.

Ma pochi giorni dopo il sequestro, il tribunale, accogliendo le tesi della difesa di Masi, che ha raccolto quei materiali anche dai magazzini delle stesse forze dell’ordine, ha dissequestrato l’area.

L’imprenditore resta indagato. Ma nella zona questa contrapposizione tra il lavoro della Procura e il provvedimento del tribunale non deve avere convinto qualcuno. Tanto che a Castelnuovo è arrivata la troupe di “Striscia” per documentare cosa succede nella vasta area. Le telecamere hanno documentato ammassi di materiali di vario genere che secondo Masi sono stati stoccati per essere rivenduti, anche se sono in pessime condizioni e all’apparenza possono essere scambiati per rifiuti. Masi resta indagato per gestione illecita e deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non, e per avere attuato una discarica non autorizzata. Ma il dissequestro pone la vicenda sotto un’altra luce.

Tra l’altro, in questi mesi gli inquirenti hanno sollecitato più volte il Comune a fare la propria parte nei controlli. Secondo quanto è emerso dalle indagini, l’attività La Soluzione non ha le autorizzazioni di prevenzione incendi e aveva una licenza per un negozio di 50 metri quadrati anche se, come si vede chiaramente nel servizio televisivo, l’area è molto più ampia. Una cosa è certa: negli anni gli uffici comunali non devono avere proceduto con le verifiche.

Tanto che ora il Comune, per evitare di incorrere in guai, potrebbe firmare un’ordinanza di chiusura.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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