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“Risate a pacchi” con Migone e Militello

“Risate a pacchi” con Migone e Militello

I due comici protagonisti della notte di San Silvestro a Cascina: «Che emozione tornare su questo palco, vi faremo divertire»

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CASCINA. Entrambi devono molto alla Città del Teatro di Cascina, anche se preferiscono chiamarla ancora col vecchio nome. «Politeama era più bello, così sembra troppo serio» dicono Cristiano Militello e Paolo Migone, che di serietà non vogliono nemmeno sentirne parlare. Per il loro spettacolo della notte di Capodanno promettono solo risate, per la precisione "Risate a pacchi!". Questo il nome dell'evento che animerà la notte più lunga dell'anno a Cascina, dove i protagonisti sono due tra i comici toscani più amati in Italia.

Non sarà un'esibizione in coppia, ma due spettacoli distinti (alle 22.15 quello di Militello, dopo mezzanotte quello di Migone), intervallati dal brindisi per salutare il 2017. Per i due attori sarà quasi un ritorno a casa, visto che Cascina è stato il trampolino di lancio della loro carriera.

«Io nasco cabarettista - dice Militello - la mia prima esperienza teatrale è stata a metà anni ‘80 al "Verdi" di Pisa in uno spettacolo con Gigi Proietti, ma prima di frequentare la Scuola del teatro di Bologna venivo sempre a Cascina per seguire corsi teatrali e di formazione». La notte del 31 dicembre porterà in scena "Mi saluta...Cristiano Militello?", un titolo che evoca il tormentone che l'ha reso famoso con la rubrica "Striscia lo striscione". Anche se non ha intenzione di parlare solo di calcio. «Ho un repertorio dedicato proprio a San Silvestro e lo spettacolo toccherà molti temi, ripercorrendo i fatti principali del 2016. Per il 2017 invece il mio primo abbraccio va all'amico Niki Giustini, che sta attraversando un momento difficile. Durante la serata arriverà anche il momento del calcio, con quello ho un repertorio che praticamente di domenica in domenica si aggiorna da solo».

E proprio il suo Pisa ne ha offerti di argomenti negli ultimi mesi. «Se dovessi fare un paragone teatrale direi che il Pisa è stato un po' Omero e un po' Kafka. Ha vissuto momenti drammatici e a tratti farseschi, con psicodrammi e continui colpi di scena. Ora è il momento di esorcizzare questi sei mesi difficili con una bella risata».

E Militello sarà felice di far divertire il pubblico insieme a Paolo Migone, uno dei suoi punti di riferimento nel mondo del cabaret. «È tra i miei comici preferiti, ogni fine settimana cercavo di trascinare i miei amici a vederlo anche prima dei tempi di Zelig. Il primo spettacolo insieme a lui fu un'emozione, ma insieme abbiamo condiviso anche un'esperienza "pacco", tanto per rimanere in tema. Ci esibimmo a Castiglioncello e per riscuotere il compenso della serata gli organizzatori ci dettero appuntamento al Ciucheba, ma lì non si fece vedere nessuno e restammo a bocca asciutta. Paolo non si arrabbiò, disse che ogni tanto le delusioni nella vita servono, insegnano a stare più attenti».

Per Paolo Migone il vecchio Politeama evoca dolci ricordi. La sua carriera di attore cominciò da Cascina a fianco di Alessandro Garzella, con il teatro dei ragazzi. «Una faticaccia - ricorda Migone - sono passati 30 anni, ma ricordo che alle 9 di mattina dovevamo già essere pronti per lo spettacolo. Un'esperienza bellissima e portata in giro con tournée in tutta Italia. Proprio grazie a Cascina ho avuto l'occasione di lavorare con Anna Meacci». I due composero una coppia formidabile con il gruppo "I soliti ignoti".

Poi il cabarettista livornese è salito alla ribalta con il successo di Zelig, conquistando il pubblico grazie al suo personaggio in camice bianco e occhio nero che sarà protagonista anche a Cascina, nello spettacolo "Completamente spettinato". Ma guai a immaginarsi il Migone malinconico e disincantato che gioca solo sulle difficoltà del rapporto di coppia. «Sarò uno spettacolo molto libero e senza uno schema particolare, dove mescolerò un bel po' di ingredienti. Cercherò di raccontare cosa è successo nel 2016 e le emozioni che ci ha regalato quest'anno, tagliando e cucendo qua e là. D'altra parte mi esibirò dopo mezzanotte e dopo il brindisi dovrò toccare le corde giuste per far divertire il pubblico. Sono comunque felicissimo di tornare a Cascina, dove trovo un bel teatro e un collega che stimo tanto come Militello».

Lorenzo Lazzerini

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di Redazione web