La protesta
Troppi rischi per i pedoni in via Veneto
I cittadini chiedono attraversamenti rialzati e il potenziamento dell’illuminazione
PONTEDERA. Via Vittorio Veneto cerca di uscire dalla crisi che investe il commercio. Di recente hanno aperto lungo la strada del quartiere Oltrera alcune attività. Ma residenti e commercianti si trovano a convivere con vecchi problemi. Uno di questi, come fanno notare alcuni cittadini, è quello della viabilità, del traffico e degli attraversamenti pedonali che prima erano sbiaditi, ora sono stati tinteggiati di nuovo ma sono troppo vicini agli stalli dei parcheggi. «Il Comune dovrebbe attivarsi per affrontare alcuni problemi – dice Federico Orsini della Lista civica Indipendente – Si devono costruire attraversamenti rialzati, aumentando la visibilità dei pedoni, e va potenziata l'illuminazione in questi punti».
Strada pericolosa. Via Veneto la strada dove alcuni mesi fa è morta una barista, travolta da un’auto. È la strada dove un’altra commerciante, titolare di un negozio di fiori all’angolo di piazza Trieste, è stata investita mentre era vicino al marciapiede. Eppure «la potenzialità di questa zona è ben evidenziata dai nuovi negozi – sottolinea Orsini, il quale è stato sollecitato a intervenire da alcuni commercianti e residenti –, da una bella piazza coronata da un fontanello, dalla presenza di un percorso verde sull'argine del fiume raggiungibile rapidamente. Ad esse si affiancano gravi criticità, come il traffico intenso che più volte genera pericoli per i pedoni, come testimoniano i recenti gravissimi incidenti che vi sono capitati. E che tende a separare in maniera decisiva i due lati della strada e della città». Le strisce pedonali, poste a raso, sono scarsamente illuminate, per cui l'attraversamento in alcune ore serali è abbastanza pericoloso».
Argine non valorizzato. «Il percorso verde sull’argine dell’Era non è valorizzato, l'accesso è poco funzionale e in cattivo stato di manutenzione, come nel caso della deprimente rampa in legno all'inizio del ponte Napoleonico, rotta in più punti e con stecche che si muovono pericolosamente sotto i piedi di chi vi passa».
Panchine e bivacchi. Capita che le panchine, poche e in precario stato, sull'argine siano utilizzate per bivacchi anche prolungati di senzatetto che lasciano una scia di rifiuti.
Fosso a cielo aperto. «Infine la presenza di un fosso a cielo aperto, segnalato più volte dai residenti, a ridosso della strada, che collega la fognatura mista al fiume Era, provoca ristagni di liquami con formazione di maleodoranze, prolificazione di animali nocivi, sviluppo di fumi nei periodi invernali per gli sbalzi termici tra le acque nere e l'aria circostante», aggiunge Orsini. E poi c’è un altro rischio: il forte dislivello tra l'argine e il fondo del canale, di circa quattro metri, genera un grave pericolo per l'incolumità di chi percorre il percorso verde e può cadere rovinosamente in assenza di qualche protezione.
I rimedi. «Crediamo che si debba intervenire per risolvere questi problemi», dice Orsini. Ecco anche alcuni suggerimenti: «Per sviluppare la vocazione di cerniera e collegamento tra il centro storico e il quartiere di Fuori del Ponte, si deve potenziare il sistema delle strisce pedonali, che devono avere un ruolo prioritario nel traffico della via. Si devono costruire almeno due attraversamenti rialzati, così da aumentare la visibilità dei pedoni e ridurre drasticamente la velocità di percorrenza del tratto, sancendo anche visivamente la priorità del traffico a piedi e la sua funzione sociale di cerniera tra i lati della strada. Per migliorare la sicurezza è indispensabile potenziare l'illuminazione in questi punti, non sufficiente. In prossimità delle zebre devono essere previsti divieti di sosta per garantire la massima visibilità di chi si accinge a attraversare la strada». Al Comune si chiede anche di intubare il canale. «La situazione di disagio generata dall'attuale presenza di un fosso di scarico di liquami di fogna a cielo aperto non è più sostenibile», suggeriscono da tempo i residenti.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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