La protesta
Vigili, proroga per il comandante
Al Comune di Cascina non ci sarà (per ora) alcuna rivoluzione negli incarichi
CASCINA. La riorganizzazione della macchina comunale si sta rivelando più complessa del prevedibile per i nuovi amministratori. Lo fanno pensare alcune decisioni prese dalla sindaca, Susanna Ceccardi, e dalla giunta comunale. Per prima cosa l’incarico di comandante della polizia municipale è stato prorogato per altri tre mesi all’attuale comandante, Elena Barsacchi. Per mettere a posto l’assetto della polizia municipale dunque ci vorrà quasi un anno da quando i nuovi amministratori sono stati eletti. Tempi quindi non proprio rapidi ma gli imprevisti della burocrazia non devono essere mancati.
Infine, ed è questa la decisione che maggiormente sta facendo parlare in Comune, è quella che riguarda le posizioni organizzative (Poa). Chi si aspettava un rivoluzione negli incarichi ai vertici delle varie aree resterà deluso. Le Poa sono state prorogate di un anno, senza colpo ferire. E l’arrivo di due nuovi dipendenti, Raffaele Latrofa e Giacomo Mannocci, entrambi consiglieri comunali, il primo a Pisa, il secondo a San Giuliano Terme, non servirà a mettere a posto alcuni aspetti che, secondo i nuovi amministratori, avrebbero avuto bisogno di essere rivisti e corretti.
L'amministrazione, quando è priva dirigenza, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, può conferire incarichi di vertice e quindi di rappresentanza giuridica dell'ente a funzionari inquadrati nella categoria D a cui sono riconosciute grande preparazione professionale competenza e per la direzione di uffici e servizi. Viene loro riconosciuta un'indennità di funzione, localmente determinata e da quantificare nell'ambito delle disponibilità di bilancio. Ma i due dipendenti individuati e fatti arrivare a Cascina con la mobilità non sono compatibili con ruoli apicali e dirigenziali proprio perché svolgono un ruolo di consiglieri comunali. Nel caso dell’ingegner Latrofa il bando predisposto da Cascina era per un funzionario categoria D tecnica e non presupponeva la posizione organizzativa che, per legittimità, non può essere prevista nel bando stesso. La posizione organizzativa viene conferita successivamente, dalla giunta, motivandone la scelta tra i vari funzionari alle dipendenze dell'ente. E su questo non ci sarebbero stati problemi se qualcuno avesse spiegato agli amministratori che i due trasferimenti sarebbero serviti a poco nella riorganizzazione dell’ente.
Su questi aspetti i Socialisti vogliono vederci chiaro. «In materia di anticorruzione, è il funzionario interessato che deve presentare una dichiarazione, sotto la propria responsabilità personale, della mancanza dei motivi in inconferibilità e incompatibilità», fa notare il consigliere Fabio Poli. Il bando con cui Latrofa è arrivato a Cascina «scadeva venerdì 2 dicembre ed è stato prorogato al 6 dicembre perché, entro la data della prima scadenza non aveva presentato la domanda che è stata invece presentata il giorno 6, poche ore o addirittura un'ora prima della scadenza. Su questi aspetti ci vorrebbe maggiore trasparenza», dice Poli. (s.c.)
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