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Pontedera

il vescovo: ma è così da trent’anni

Matrimoni in chiesa soltanto per coppie legate a Volterra

Matrimoni in chiesa soltanto per coppie legate a Volterra

VOLTERRA. Fa discutere la presa di posizione dei parroci di Volterra di non sposare coppie che non hanno legami con la città. Il vescovo monsignor Alberto Silvani conferma la scelta trentennale di...

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VOLTERRA. Fa discutere la presa di posizione dei parroci di Volterra di non sposare coppie che non hanno legami con la città. Il vescovo monsignor Alberto Silvani conferma la scelta trentennale di non celebrare matrimoni con persone che poco hanno a che fare con la chiesa cattolica e che provengono da fuori. Il vescovo spiega anche un retroscena legato al film su Andrea Bocelli con la scena del matrimonio che si sarebbe dovuta girare nella cattedrale volterrana. E che invece è stata realizzata l’altra mattina nella chiesa di Peccioli: «Ci avevano chiesto di girare il 24 dicembre. Una situazione impossibile da realizzare considerando che è la vigilia di Natale».

Ma sui matrimoni a Volterra per le coppie esclusivamente del posto, monsignor Silvani è categorico come i suoi sacerdoti: «Perché una coppia che arriva dall’Australia o dall’Irlanda dovrebbe sposarsi a Volterra? Che legame avrebbe con loro il parroco chiamato a celebrare un sacramento così importante? Il matrimonio è una cosa seria, non un affare per agenzie matrimoniali. Sono solo loro che guadagnano da questo genere di attività. Per noi celebrare i matrimoni o meno cambia poco dal punto di vista economico. Cambia molto, invece, se si pensa al valore che si dà all’unione di un matrimonio».

Ma d’altra parte, il vescovo conferma che si tratta di una decisione presa dalla diocesi volterrana da tanto tempo.

«Sono almeno trent’anni che abbiamo scelto questa strada. Molte coppie si sono sentite dire no alla celebrazione di un matrimonio in chiesa, proprio perché non avevano nessun legame con questo territorio e non c’erano motivi concreti e seri per farlo a Volterra o nelle parrocchie della diocesi».

Lo conferma anche il parroco di Lajatico, don Tommi Fedeli: «Tanti livornesi, ma anche persone provenienti da altre zone della Toscana sono state respinte. Ed è così da anni ormai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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