Gioco
Latrofa e Mannocci non faranno i dirigenti
Problemi dopo il loro trasferimento al Comune di Cascina: sono incompatibili con ruoli apicali
Non sarà proprio una passeggiata il trasferimento in Comune a Cascina dell’ingegnere Raffaele Latrofa e di Giacomo Mannocci, il primo consigliere comunale a Pisa di Movimento idea ex Ncd, e il secondo consigliere comunale a San Giuliano Terme per Fratelli d’Italia-Noi Adesso e dipendente dell’Università, arrivato a Cascina con l’incarico di gestire personale, affari generali e quelli legali e quindi in parte collaboratore con lo staff coordinato dalla dottoressa Rosanna Giannini che ha una posizione organizzativa apicale. Che Latrofa sarebbe arrivato a Cascina con un ruolo di posizione organizzativa (Po) apicale (della macrostruttura lavori pubblici e tutela ambientale) destinato poi a diventare (visto il rapporto di fiducia che lo lega alla sindaca Susanna Ceccardi) dirigente si sapeva fin dai giorni successivi alle elezioni amministrative. C’era la volontà politica, anche se ora Cascina i vari settori sono affidati a Po, di affidargli un incarico dirigenziale rivedendo anche la pianta organica e aumentando i costi. Ma tutto questo, per i due dipendenti arrivati con la mobilità, come per altri che rivestono incarichi politici, non è possibile per il decreto legislativo 39 del 2013. Solo che in Comune a Cascina tutto questo (articoli 7, 17, 18) lo hanno scoperto a cose fatte. O meglio, a trasferimenti avvenuti, e dopo avere smosso mari e monti per “averli” dagli altri enti. Per quanto riguarda Latrofa - e su questo aspetto i Socialisti si stanno già agitando - ha partecipato al bando, indetto per la categoria tecnica D come funzionario, sapendo che poi la giunta gli avrebbe assegnato temporaneamente una posizione organizzativa, motivandone la scelta tra i vari funzionari. L’ingegnere che lavorava per il Comune di Viareggio con la mobilità si è quindi trasferito a Cascina e sembra che abbia cominciato a lavorare. Ma non potrà assumere incarichi dirigenziali e apicali che gli sono stati promessi, in quanto, come dicevamo, sono incompatibili con il suo incarico di consigliere comunale anche se qualcuno si era dimenticato di leggere il decreto. O meglio qualcuno aveva ignorato che per assumere ruoli dirigenziali o apicali in un ente, da due anni bisognava avere lasciato gli incarichi politici.
Cosa succederà ora? Intanto i nuovi arrivati dovranno accontentarsi di funzioni diverse da quelle promesse. Voci di corridoio dicono che Latrofa potrebbe tornare a Viareggio, dove faceva il funzionario (in aspettativa) da quando era stato eletto a Pisa. (s.c.)
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