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guerra intestina nella fiom cgil

Delegati contro segretari «No al contratto nazionale»

Delegati contro segretari «No al contratto nazionale»

PONTEDERA. «Ma come si fa a far votare gli operai a ridosso di Natale per approvare o meno il contratto nazionale, quando si sa benissimo che le fabbriche sono chiuse o praticamente deserte?». È la...

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PONTEDERA. «Ma come si fa a far votare gli operai a ridosso di Natale per approvare o meno il contratto nazionale, quando si sa benissimo che le fabbriche sono chiuse o praticamente deserte?». È la domanda, pesante come un macigno all’interno della Fiom Cgil, posta da un gruppo di delegati di Piaggio e indotto metalmeccanico contrari alla firma fatta dal loro segretario Maurizio Landini pochi giorni fa insieme ai colleghi delle federazioni dei metalmeccanici. I tre giorni fissati per il referendum per dire sì o no all’ipotesi di accordo sono il 19, 20 e 21 dicembre.

«Voteranno in pochissimi - dice Giuseppe Corrado, Rsu di Ceva e membro del comitato centrale di Fiom che ieri ha convocato una conferenza stampa con alcuni colleghi, tra cui Massimo Cappellini, Rsu di Piggio - e questa non è democrazia. Malgrado i termini per l’entrata in vigore del contratto siano stati fissati per il mese di giugno, la linea del segretario generale è quella di accelerare senza un motivo e privando i lavoratori di un confronto». Corrado riferisce di intimidazioni da parte della maggioranza di Fiom, parlando anche di espulsioni. «Chi si oppone a questa linea rischia di essere buttato fuori da Fiom - riprende - Ma io ci metto la faccia, perché Landini non può pensare di fare il democratico fuori e il dittatore dentro al sindacato».

Il tema è caldo, anche perché tra poco si vota e le notizie su assemblee organizzate dalle segreterie provinciali sono solo voci senza conferme ufficiali. «Ma la vera questione consiste nel fatto che Fiom contribuisce a calpestare i diritti dei lavoratori - sottolinea Cappellini - buttando al vento anni di battaglie e di scioperi. Non è vero, per esempio, che ci saranno aumenti salariali. Ma solo adeguamenti con l’inflazioni dal prossimo giugno. In più, il contratto prevede che l’azienda abbia a disposizione 80 ore l’anno di flsssibilità per aumenti fino a 48 ore settimanali, oltre alla restrizione dei permessi della legge 104, con cui si hanno a disposizione permessi per assistere i familiari. Col nuovo contratto si dovranno comunicare con largo anticipo i giorni in cui assentarsi dal lavoro». (a.q.)

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