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liceo scientifico xxv aprile

Gli studenti schierati contro il Ministero per la prova di fisica

PONTEDERA. Gli studenti del liceo scientifico XXV Aprile si stanno mobilitando in vista degli esami di Stato. Il motivo? La seconda prova scritta. «Già dai primi giorni di scuola - si legge in una...

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PONTEDERA. Gli studenti del liceo scientifico XXV Aprile si stanno mobilitando in vista degli esami di Stato. Il motivo? La seconda prova scritta. «Già dai primi giorni di scuola - si legge in una nota dei rappresentanti d’istituto - tra gli studenti di quinta dei licei scientifici circolava la voce che l'argomento della seconda prova scritta agli esami di Stato sarebbe stata fisica, e non matematica come negli ultimi vent’anni. La voce è diventata paura dal momento in cui le simulazioni delle prove inviate dal Miur proponevano questioni totalmente non commisurate alla preparazione fornita dal liceo, "adatte, piuttosto, a studenti del secondo anno di ingegneria", come hanno affermato numerosi docenti universitari. Il panico vero e proprio è scoppiato in seguito alle "ultime direttive nazionali", nelle quali si afferma, con certezza del 99,99%, che "la materia della seconda prova scritta sarà fisica, e la difficoltà sarà quella delle simulazione già diffuse". Al panico sono susseguite proteste e l'adesione ad una petizione visualizzabile su Change.org».

Il motivo delle contestazioni di docenti e studenti - prosegue il documento - «non risiede tanto nel fatto che la materia d'esame sia fisica, anziché matematica, quanto nella quasi certezza che il Ministero proponga una prova non commisurata al programma svolto nelle classi. Pertanto questo provvedimento si configura come un vero e proprio affronto nei riguardi degli studenti che, per cinque anni, hanno studiato con zelo e sacrificio e che desidererebbero essere giudicati sulla base di argomenti di loro competenza».

«Alla base di questa scelta ministeriale sta non la volontà di migliorare l'offerta formativa dei licei, bensì la riduzione di tale formazione ad una inutile e scarna memorizzazione di formule. Tuttavia il Ministero non intende mettere in discussione le sue posizioni. Forse dietro ad un provvedimento così assurdo e autolesionista vi sono degli interessi. Forse il Ministero avrebbe dovuto provvedere a finanziare lui stesso i necessari corsi di formazione dei docenti in vista del nuovo tipo di prova; ma questi corsi sono stati posti a carico degli insegnati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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