Il Tirreno

Pontedera

Alla centrale del 118 si pensa al trasloco all’ospedale a Livorno

Alla centrale del 118 si pensa al trasloco all’ospedale a Livorno

Da alcuni giorni da Pontedera è stato trasferito il personale che gestisce il servizio delle ambulanze ordinarie

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PONTEDERA. La centrale di secondo livello del 118 di Pisa, che aveva sede fino a una settimana fa all’ospedale Lotti di Pontedera, è già stata trasferita e accorpata con quella di Livorno per la gestione dei servizi ordinari, cioè per le ambulanze senza medico. La nuova centrale ha sede all’interno dell’ospedale di Livorno.

Gli operatori, quasi tutti ex volontari delle associazioni di volontariato diventati poi dipendenti di Esculapio, da un giorno all’altro, sono stati trasferiti senza prima avere sperimentato la nuova gestione o essere stati formati.

Sui tempi del trasferimento della centrale dell’emergenza 118 non ci sono ancora date certe. Doveva partire a gennaio ma forse non sarà così, in quanto gli infermieri di Livorno non sono formati per operare sul territorio pisano.

Resta poi il nodo da sciogliere della presenza dell’automedica (con infermiere e medico a bordo) e delle ambulanze con infermiere a bordo che in città a Pisa sono ancora inesistenti, nonostante la legge regionale lo preveda da diversi anni.

«Non è un problema da poco per i cittadini di Pisa – ricorda Daniele Carbocci del Nursind – non so quante volte ci siamo confrontati con il sindaco di Pisa Marco Filippeschi».

L’avere portato a Livorno i servizi ordinari è stata una mossa per far capire che intanto qualcosa sta capitando, è stato come gettare un po’ di fumo negli occhi. Niente è stato fatto per la formazione del personale che come minimo deve conoscere il territorio. I problemi alla centrale unica ordinaria non sono mancati: di notte, per esempio, la gestione delle ambulanze ordinarie è ancora in carico alla centrale del 118 di Pisa, cioè a Pontedera, in quanto non ci sono operatori in numero sufficiente per poter gestire dalla nuova centrale i servizi della provincia di Pisa e di Livorno. A differenza di quanto è avvenuto in altre province, l’accorpamento delle centrali operative (vedi Empoli e Pistoia) era stato preceduto da esercitazioni e sperimentazioni. Per Pisa e Livorno al momento il modello a cui gli operatori dovranno attenersi resta alquanto nebuloso.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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