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Chiusi quattro negozi in centro «Lasciati soli dalle istituzioni»

Chiusi quattro negozi in centro «Lasciati soli dalle istituzioni»

CASTELFRANCO. È un 2016 tutto da dimenticare quello dei commercianti del centro storico, che nel giro di pochi mesi e ancor più negli sgoccioli di quest'anno, col Natale che un tempo era la manna di...

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CASTELFRANCO. È un 2016 tutto da dimenticare quello dei commercianti del centro storico, che nel giro di pochi mesi e ancor più negli sgoccioli di quest'anno, col Natale che un tempo era la manna di botteghe e vetrine, perdono alcuni fra i loro pezzi più importanti. Il bilancio è pesantissimo: tre negozi chiusi nel giro di pochi mesi e uno in chiusura, subito dopo le feste.

La più colpita per adesso è via Marconi, dove nel giro di poche settimane hanno abbassato definitivamente la saracinesca la macelleria Pasqualetti ed il negozio di abbigliamento "Sandra". Se poi volgiamo lo sguardo poco più addietro, a maggio scorso, ci si accorge che anche l'estetica a ridosso della porta a Catiana ha cessato l'attività. Guardando poi al futuro, il 2017 si aprirà all'insegna dell'addio annunciato di un negozio che definire storico è poco: la cartoleria Puccini, all'ombra del campanile. Segno di un fenomeno che da tempo preoccupa i commercianti rimasti. «Molti si sentono abbandonati delle istituzioni - dice Sandra Livolsi, ex titolare dell'omonimo negozio. - In tutti questi anni il massimo che è stato fatto è qualche sconto sulle tariffe, ma non basta. E c’è anche un senso d'ingiustizia diffuso perché l'impressione è quella di essere trattati diversamente da altri». Il riferimento, sulla bocca di molti, è ai nuovi residenti del centro, gli stranieri, che però in questi anni hanno anch'essi registrato qualche chiusura.

E intanto, parallelo, vi è anche il problema del ricambio: esercizi storici e ben avviati, come il Bar Gini o la cartoleria Ceccanti, che da tempo tentano di passare il testimone ai più giovani. «Nel campo della merceria e degli alimentari il colpo di grazia è stato il nuovo Conad - dicono alcuni commercianti. - Ma il problema vero è che in paese ormai mancano proprio le persone, il giro, il farsi due passi per guardare le vetrine. Senza questo non c'è futuro».

Nilo Di Modica

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