Il Tirreno

Pontedera

Quindici assunzioni nella fabbrica degli aromi

Andreas Quirici
Filippo Zini nel cuore produttivo della Essential
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Filippo Zini nel cuore produttivo della Essential

Montopoli: la Essential viene comprata dagli indiani della Roha e s’ingrandisce. Un operaio e un tecnico-chimico di laboratorio saranno presi nei prossimi mesi. La produzione va dall’olio al tartufo alle essenze di vaniglia per biscotti. L’obiettivo è un fatturato da 5 milioni

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MONTOPOLI VALDARNO. A guardarlo da fuori sembra un anonimo capannone di una normale zona industriale. Ma la Essential alle Fontanelle di Capanne è, invece, un’azienda dalle mille sorprese. E che, per il futuro, promette di riservarne ancora molte. Qui si producono aromi per alimenti come fossero costruzioni con i mattoncini per i bambini. Un’attività che sta per ingrandirsi dopo la vendita a una multinazionale indiana che sposterà a Montopoli il centro di ricerca che aveva a Valencia, in Spagna, con un investimento da due milioni. E quindici assunzioni, di cui due nell’immediato.

Filippo Zini è il fondatore e colui che tira le fila dell’impresa che lavora molto con l’Italia per prodotti finiti che, però, all’80% finiscono sui mercati esteri. Nel 2016 chiuderà con un +13% sul 2015 di fatturato che si aggira sul milione e mezzo. Ascolti mentre racconta con grande passione di Essential e pensi a un film. L’imprenditore è un farmacista che non ha mai praticato la professione, ma che si definisce un aromatiere. Parla di essenze, di capacità olfattive abbastanza fuori dal comune, di abbinamento delle varie molecole e cerchi di ricordare il nome della pellicola. Alla fine ci arrivi: non può che essere “Profumo, storia di un assassino”.

Ma in questa storia di criminale non c’è proprio niente. Anzi, nel laboratorio alle Fontanelle dove lavorano 9 persone il motore di tutto è composto dagli utili reinvestiti e dalla voglia di garantire un futuro ai dipendenti.

«La maggior parte di loro è cresciuta con me - racconta Zini - e con l’accordo fatto con gli indiani della Roha ho voluto dare sicurezza alle loro famiglie, progettando un futuro solido per l’azienda. A dirla tutta, ho sempre fatto così. Ho investito tutti gli utili non tenendo per me neppure un euro. L’unico sfizio che mi sono tolto è una barca a vela, altra mia passione che, alla fine, ho comprato con i miei soldi e non con quella della società».

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L’imprenditore parla dall’ufficio di una delle tre ditte in cui è coinvolto, la Bandz dove vengono realizzati liquidi per sigarette elettroniche e in cui è socio al cinquanta per cento. Poi c’è La Oti, dove Zini ha una partecipazione, che produce spezie in formato spray vendute a colossi della grande distribuzione come Lidl e Walmart. E, naturalmente, c’è Essential, che creò con i soldi della liquidazione dall’esperienza in una ditta fiorentina di aromi e 10mila euro prestati dal padre. «Ho cominciato con un neolaureato in chimica dell’Università di Pisa - spiega - e da allora siamo sempre cresciuti, sia come fatturato che come personale. Ora siamo a un’altra svolta con la ricerca di un capannone in questa zona per ingrandire l’attività e accogliere gli indiani nel migliore dei modo».

È affascinante il viaggio tra i flaconi stoccati nel magazzino e le 2.500 molecole chimiche pure sistemate in una cella frigorifera, dove ce ne sono alcune anche da 30mila euro al chilo. Ti ritrovi nel laboratorio con il gas cromatografo accoppiato allo spettrometro di massa e pensi al piccolo chimico. Invece sono strumenti che servono ad analizzare i profumi, suddividere le molecole e ricavare una formula che servirà alla grande sensibilità dell’aromatiere per affinare il risultato richiesto dal cliente. «Siamo famosi per gli olii al tartufo - riprende Filippo Zini - ma anche per gli estratti». Intanto mostra un piccolo contenitore trasparente destinato a una ditta di biscotti che contiene un estratto alla vaniglia da 80mila euro.

«Nel 2001 ho inventato, di fatto, una bibita analcolica che ritrovo anche oggi tra gli scaffali dei supermercati - sottolinea l’aromatiere - E ogni volta vederla mi provoca un certo effetto». Il discorso casca anche su un’azienda di Roma che fa primi piatti già pronti alla Carbonara e all’Amatriciana che voleva renderli più appetitosi, perché durante il processo di produzione i cibi perdevano l’aroma». C’è della chimica in questo lavoro, anche se Orzini assicura: «Nei limiti del possibile cerchiamo di essere fedeli alla linea della naturalità».

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Insomma, una realtà curiosa per i profani, malgrado ogni giorno tutti abbiamo a che fare con ciò che esce dalla Essential. Ma quello che più importa, in un periodo di crisi, è registrare la crescita di un’azienda del territorio con il valore aggiunto di nuovi posti di lavoro. «L’obiettivo è arrivare a 5 milioni di fatturato nel 2020 - aggiunge Zini - Ci serviranno quindici lavoratori in più, ma nei prossimi mesi ne assumeremo due, un operaio per la produzione e un tecnico di laboratorio».

L’imprenditore assicura di leggere personalmente i curriculum che riceve. Intanto vale la pena fornire il recapito a cui inviarli: info@essential-flavours.it.

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