Italia
L’appello del geologo «Balze a 30 metri da Badia camaldolese
Edificio minacciato dall’erosione, serve un intervento La ricetta di Lari: «Va eliminata l’acqua sotterranea»
VOLTERRA. Le Balze volterrane sono uno dei simboli della città etrusca, tappa fissa per i turisti come Palazzo dei Priori o il Teatro romano. Ma sono anche un fenomeno di erosione che minaccia da vicino un altro elemento di attrazione della zona, la Badia camaldolese che dista ormai appena 30 metri dal bordo del burrone. Come mettere al sicuro la storica costruzione, abbandonata dai monaci nel 1884, è uno dei temi ricorrenti. Ma ora il geologo Giancarlo Lari rilancia l’argomento proponendo un convegno da realizzare nel 2017 e ottiene l’appoggio del sindaco, Marco Buselli.
In ballo c’è il recupero della badia, di proprietà della Cassa di risparmio di Volterra e del demanio. «In questa situazione non è possibile fare ristrutturazioni - dice il geologo - ma ritengo sia arrivato il tempo di parlarne in maniera seria». Lari, insieme al collega Fabio Saggini recentemente scomparso, ha scritto un libro sull’erosione delle balze che avanza di decine di centimetri all’anno. In “Volterra, l’avanzata delle Balze” (Tagete edizioni) si legge che il fenomeno dell’erosione è dovuto «all'acqua sotterranea che, seguendo un percorso preferenziale lungo l'asse della pseudopiega di San Giusto, raggiunge copiosa il fronte delle balze, scalzando la bancata sabbioso-arenacea sommitale che, a pezzi, si sbriciola e frana nella voragine», spiega Lari. Secondo il geologo andrebbero fatti tre tipi d’interventi. «Prima di tutto l’eliminazione dell’acqua sotterrane tramite gallerie estrattive - spiega - Poi occorrerebbe la sistemazione idraulico-forestale degli impluvi che convergono verso il Botro dell’Alpino, chiamato anche delle Balze, con un’opera di rimboschimento come venne fatta negli anni Cinquanta e che servì anche a dare lavoro a numerosi disoccupati. Infine, servirebbe un’opera di sitemazione naturalistica col fissaggio delle pareti delle Balze così come sta avvenendo per la Rupe di Orvieto o la Cività di Bagno Regio, in provincia di Viterbo».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
