Il Tirreno

Pontedera

A Luigi Giani consegnato il premio "Una penna a Pontedera"

di Nilo Di Modica
Un momento della premiazione
◗
Un momento della premiazione

E' stata l'edizione numero 32 del premio. "Come viene la voglia di scrivere? Quando gli pare!", ha detto durante la cerimonia

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Vecchie e nuove conoscenze pontederesi hanno incorniciato nel pomeriggio di sabato 11 dicembre la consegna del XXXII premio "Una penna a Pontedera" a Luigi Giani, in una gremita saletta della Biblioteca del Duomo. Cerimonia volata fra onori e aneddoti, all'insegna di quello scherzo che ancora vive nello sguardo vispo di questo giovane settantenne, che ha avuto ad omaggiarlo il giornalista e amico Giovanni Pinori, l'assessore Marco Papiani e don Piero Dini, fra gli aupici di rivedersi in futuro in quella nuova biblioteca alle ex Mantellate che la cui promessa concreta aprirà l'anno nuovo.

Un pontederese doc il Giani, nato e cresciuto in città, dove ancora abita dopo una vita da architetto da appassionato di storia locale e di scrittura. Ed anche una vecchia conoscenza de Il Tirreno, per il quale fra il novembre '97 ed il luglio '98 scrisse undici racconti "A piedi nella memoria", fra novelle, leggende e aneddoti raccontati lungo un viaggio a tappe in Valdera, finito in un libro: "Forse il migliore che abbia scritto" racconta. Gli stessi anni in cui suo fratello Pietro, anch'esso scrittore per passione, riceveva lo stesso premio. "La scrittura ha sempre attraversato la nostra famiglia - dice commossa la figlia Letizia, leggendo un messaggio scritto insieme alla sorella Francesca - quella penna alla quale il nostro babbo ha sempre unito il lapis, i colori e la macchina fotografica, strumenti indissolubilmente uniti in racconti, scritti, schizzi e foto con le quali ha messo insieme tutto quello che aveva da dire. Far parlare lo spazio oltre i confini dell'alfabeto e raccontare la storia di una terra bella e ricca".

Un mezzo, lo scrivere, inteso come "azione sociale", che per Giani ha voluto dire scrivere innanzitutto di architettura e di restauri di chiese e conventi di cui si occupava, ma anche delle passioni, la storia locale, lo scoutismo, l'educazione. "Come avviene la voglia di scrivere? Quando gli pare!" dice scherzandoci su. "Quando viene, bisogna mettersi subito a scrivere. Dicono che la gioia che dà risieda nel primo libro venduto, lì si diventa scrittori, pare. Ma in realtà essa risiede nel pezzo di carta finito. Questa per me è sempre stata la gioia più grande". Di qui anche la consegna del premio, rappresenta da un bassorilievo bronzeo dello scultore Alessandro Caetani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Domenica sport
Calcio

Serie D, l’ottava meraviglia della Pistoiese arriva nel recupero, cadono due big nel girone E – I risultati e le classifiche

di Alessandro Lazzerini