Italia
La prof del Fermi tra i 50 insegnanti migliori in Italia
Maria Lina Saba è in lizza per l’Italian teacher prize del Miur «Sogno un laboratorio con una stampante 3D per la scuola»
PONTEDERA. Un laboratorio con stampante 3D per la scuola. Assomiglia tanto a un desiderio scritto nella letterina a Babbo Natale, solo che la professoressa Maria Lina Saba l’ha scritto nei formulari del mistero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur) per la prima edizione italiana dell’Italian teacher prize. L’insegnante di economia aziendale dell’istituto Fermi di Pontedera è tra i 50 docenti finalisti per il prestigioso riconoscimento su 11mila candidature. «Appena ho aperto la mail del ministero mi sono venute le lacrime agli occhi - ha raccontato - È il riconoscimento a una vita di lavoro, partendo dalla mia terra, la Sardegna, dove mio padre mi ha insegnato che il sacrificio paga sempre».
Nona di dieci fratelli, la professoressa Saba (che tutti conoscono come Marilina) è arrivata a Pisa per studiare economia e commercio all’università. E, una volta preso la laurea ha capito subito cosa voleva fare da grande. «Feci una supplenza di sei mesi e rifiutai varie offerte che mi avrebbero fatto avere stipendi ben più corposi, ma che mi avrebbero allontanato dalla passione per l’insegnamento», dice con un filo di commozione. Al Fermi da ben 32 anni ha visto passarle davanti intere generazioni di studenti ai quali ha cercato di trasmettere i valori appresi dalla sua famiglia. «Provengo da Orosei, in provincia di Nuoro - racconta la prof - Ai tempi dei miei fratelli non c’era neppure l’avviamento. I nostri genitori erano contadini, ma hanno lavorato solo per farci studiare. Da piccoli abbiamo dato una mano nei campi, ma alla fine ci siamo costruiti una vita basandoci sul sacrificio e il sapere. Penso che i miei genitori sarebbero orgogliosi».
Sposata, madre di due figli e nonna. Marilina Saba si gode questo momento e racconta della prima cosa che ha fatto dopo essersi asciugata le lacrime davanti al computer: «Ho chiamato i miei dirigenti. Quello attuale, Luigi Vittipaldi e, quella che c’era prima di lui, Cristina Cosci. Due persone che, insieme a Grazia Fassorra, mi hanno concesso la libertà di lavorare con i ragazzi come più mi piaceva. Che hanno un pensiero innovativo e aperto alle novità. Devo ammettere che questa è la strada, condivisa anche con gli altri docenti della scuola, per aiutare i ragazzi a imparare».
La candidatura della professoressa Saba deriva dai tanti progetti fatti con gli studenti e improntati alla creazione di esperienze nel mondo del lavoro, anche con idee imprenditoriali. «Da anni ormai partecipiamo a queste iniziative, ottenendo anche premi a livello internazionale - dice - Abbiamo creato prodotti, insieme agli studenti, per dare loro la cognizione di cosa serve per fare impresa. Ma più in generale, credo che l’alternanza scuola-lavoro sia fondamentale per i ragazzi, i quali possono imparare cosa serve per avere un’occupazione che difficilmente si apprende sui banchi di scuola. Questo sistema dovrebbe essere incentivato e le aziende dovrebbero crederci di più». Entro Natale sapremo se la professoressa Saba sarà inserita tra i cinque vincitori, alle cui scuole andrà denaro per acquisti legati alla didattica chiesti proprio dai candidati al premio. «Oltre al laboratori con stampante 3D - sottolinea - ho indicato anche collegamenti a internet e computer in tutte le classi e arredi per rendere la scuola più accogliente e far sentire i ragazzi come a casa loro».
Andreas Quirici
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