Gioco
Rinasce il Palazzo della Meridiana Investiti 1,5 milioni
All’interno dell’immobile un tempo residenza di operai sono state ricavate tredici unità immobiliari
FORNACETTE. Dopo un anno e mezzo di lavori, il "Palazzaccio" di Fornacette è tornato agli splendori di un tempo, con il nuovo nome di Palazzo della Meridiana. Presente all'inaugurazione dell'edificio ristrutturato secondo i più avanzati standard di efficienza energetica, anche la sindaca di Calcinaia Lucia Ciampi e l’assessore Giuseppe Mannucci, intervenuti in veste non ufficiale. Il grande palazzo di via Palermo, costruito a metà '800, un secolo dopo fu suddiviso in appartamenti e destinato agli operai della Asso Werke: la famosa azienda di pistoni e componenti meccanici sita lì vicino, in località Pozzale. Col passare del tempo, però, l'edificio cadde in disuso per poi finire in stato di abbandono, tanto da spingere gli abitanti della zona a soprannominarlo il "Palazzaccio". E il "Palazzaccio", cadente e pericolante, è rimasto tale fino a quando lo studio tecnico Lucchesi di Cascina lo ha preso in consegna.
«È stato un anno e mezzo di lavoro appassionante - spiega Stefano Lucchesi, geometra a capo del progetto di riqualificazione - in cui abbiamo cercato di curare ogni più piccolo particolare al massimo. Il progetto è stato reso possibile dall’équipe dello studio e da tutti quelli che hanno collaborato con noi: imprese e maestranze».
Edificato nel diciannovesimo secolo, al piano terra il palazzo accoglieva le stalle e le cantine, mentre ai piani superiori, ospitava i contadini.
«Durante i lavori - continua Lucchesi - abbiamo ritrovato anche una meridiana che ne attesta l'anno di costruzione: il 1851. Terminate le ristrutturazioni, quindi, abbiamo deciso di rinominarlo "Palazzo della Meridiana"».
Ora l’immobile ha all’interno tredici unità immobiliari di varia grandezza, tutte rispondenti ai più recenti parametri di efficienza energetica (classificate A4).
Il recupero del Palazzo della Meridiana - oserva Lucchesi - segue anche le più recenti linee guida regionali in materia edilizia, tutte improntate al riutilizzo dell'esistente e meno votate alla costruzione di nuovi edifici.
L'intero progetto ha avuto un costo di circa un milione e mezzo di euro.
Ma perché puntare sul recupero dell'esistente?
«Questo - conclude Lucchesi - è il futuro. Il tempo del consumo di territorio all'infinito ormai è terminato e, a mio parere, bisogna ristrutturare e e rendere più efficiente da un punto di vista energetico l'esistente. Qua abbiamo raggiunto l'obiettivo e ogni appartamento ha una certificazione energetica altissima, per un consumo di circa trenta chilowatt per metro quadrato all’anno».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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