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Pontedera

La pendola segna il 4 novembre da cinquant’anni

La pendola segna il 4 novembre da cinquant’anni

Tra gli oggetti in grado di racchiudere le memorie di quelle ore, di quei giorni del novembre 1966 c'è un orologio speciale. La pendola di casa Passarelli a Pontedera. «Appartiene da generazioni alla...

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Tra gli oggetti in grado di racchiudere le memorie di quelle ore, di quei giorni del novembre 1966 c'è un orologio speciale. La pendola di casa Passarelli a Pontedera. «Appartiene da generazioni alla nostra famiglia», spiega Roberta Marzocchini, nipote di Angiolino e Anna Maria Passarelli, la cui agenzia di pratiche auto-moto ha sede, oggi come allora, nell'abitazione-ufficio di piazza Garibaldi. «Fu costruita ai primi dell'Ottocento. Zio Angiolino le era molto affezionato, non se ne volle mai separare. Neanche quando l'alluvione la rovinò. Qui, in piazza, la sera del 4 novembre c'erano due metri d'acqua. Anche se solo lambita dal fango, fu seriamente danneggiata. In particolare il datario, che scorre su rulli di seta. La seta assorbì l'umido, divenne all'istante giallastra, da bianca che era. Portammo l'orologio presso una ditta di Firenze specializzata in restauri. Ci volle molto per riaverla: gli oggetti portati a riparare erano centinaia. Ci dissero che per il datario non si poteva far nulla, era meglio non toccarlo, si sarebbe polverizzato. La pendola era destinata a segnare per sempre la data del 4 novembre. Ad Angiolino non dispiacque, lo prese come un segno: “È bene che continui a ricordare anche lei questo giorno. Neanche noi lo dimenticheremo mai”, disse». (a.l.)

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