Il Tirreno

Pontedera

Stazione di servizio senza telefono dal 16 novembre

Stazione di servizio senza telefono dal 16 novembre

I titolari: «Non è la prima volta che accade, Telecom si scusa ma non riesce a risolvere il problema una volta per tutte»

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CASTELFRANCO. «Cosa dovrei dire? Niente. È semplicemente la stessa situazione di sempre. Non cambia nulla. Non cambia mai nulla».

Risuonano soltanto parole di sconforto nel piccolo bar della stazione di servizio Tamoil sulla strada Nuova Francesca a Castelfranco di Sotto, divenuta ormai tristemente celebre per un problema alla linea telefonica che si trascina da 15 anni, in pratica da quando l'attività ha aperto.

I titolari dell’attività, la famiglia Quinti, ancora una volta dopo le piogge si trovano ad essere isolati: niente telefono, ma soprattutto niente bancomat, neppure per le pompe di benzina che, dunque, funzionano solo di giorno e non consentono pagamenti automatici nelle ore notturne.

«Siamo isolati dal 16 del mese, ormai sono più di quindici giorni - racconta Quinti - Come sempre, abbiamo chiamato Telecom che si scusa. La società assicura che i tecnici ripareranno il danno quanto prima e che tutto è stato nuovamente segnalato ai piani superiori. Ma ormai è difficile crederci. Le piogge, come sempre, hanno peggiorato una situazione già precaria».

L'acqua, in tutta questa vicenda, è una variabile non da poco.

Infatti, in mancanza di un palo che sorregga il cavo per il percorso verso l'allacciamento più vicino, mai costruito a causa del diniego della proprietà del terreno adiacente alla stazione di servizio, il filo che collega l'impianto alla rete è rimasto esattamente nelle medesime condizioni in cui si trovava ai tempi del cantiere per la costruzione del distributore.

Raffazzonato, passa ad altezza d'uomo, quando proprio non a terra, lungo il campo retrostante, tra rovi, canneti, pozze d'acqua e fossi, con evidenti riparazioni alla buona, col nastro adesivo, lungo tutto il suo percorso.

«Basta un po' di maltempo - conclude Quinti - e la linea del telefono se ne va, intanto noi rischiamo i clienti e sicuramente perdiamo migliaia di euro in danni. È una situazione insostenibile».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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