Il Tirreno

Pontedera

Oltre cento aziende finirono sott’acqua

Oltre cento aziende finirono sott’acqua

A Pontedera l’inondazione mise in ginocchio anche 733 negozi e 421 attività artigianali

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PONTEDERA. Non fosse per i palazzi che spuntano dall'incongrua palude di via Verdi, quella che vedete fotografata in primo piano potrebbe sembrare la sponda di un fiume. E in effetti lo è, nel pomeriggio di sabato 5 novembre 1966. Improbabili imbarcazioni di fortuna adagiate sulla riva come abbandonate da gente in precipitosa fuga. I fiumi, quelli veri, Arno ed Era, hanno ripreso a scorrere dolcemente, come se nulla fosse accaduto, mentre tutt'intorno è l'inferno. È il silenzio di un deserto liquido. Nessuna traccia di vita, nel bianco e nero di quest’immagine, in regalo oggi con “Il Tirreno”. Solo camion abbandonati circondati da un lago limaccioso e immobile; e, a pochi passi dall'obiettivo, mezzi galleggianti di fortuna abbandonati al loro destino di relitti. L'acqua fangosa dell'Era continua a scendere, assieme alla paura dei pontederesi. Nessuno ancora si azzarda a tornare in strada, almeno in questa parte della città. Si rimane rinchiusi nei piani alti delle case, dove si bivacca dal giorno prima.

Venerdì 4 novembre, il giorno dell'alluvione a Pontedera, l'argine del fiume Era cede alle 14.30 circa. Alle 16, il livello dell'acqua nel centro della città oltrepassa già il metro. La gente cerca rifugio alla meglio, e intanto cerca di salvare il salvabile: tutti sanno che il peggio deve ancora arrivare. Salta la corrente elettrica, salta la linea telefonica. La città è di colpo isolata, e irraggiungibile, e impossibile da abbandonare. Una trappola tentacolare, infernale. Alle 17.30 i piani terra, gli scantinati, gli esercizi commerciali sono travolti dalla furia della corrente, che in certi punti lambisce i primi piani. Alle 18, la piena del fiume in fuga dai propri argini raggiunge il proprio picco. Assieme al terrore dei cittadini. Per le attività produttive e commerciali pontederesi, i danni saranno enormi. 118 ditte alluvionate su 289; 733 esercizi commerciali devastati su 770; su 562 attività artigianali presenti sul territorio, 421 sono quelle che la piena danneggia pesantemente. Investite dalla furia della piena, le abitazioni subiscono colpi gravissimi.

In centro, un'ecatombe di automobili impantanate, rovesciate, trascinate lungo imprevedibili traiettorie assieme a sporcizia di ogni tipo. A partire dalla mattina di domenica 6 novembre, i commercianti pontederesi si metteranno al lavoro per cercare di recuperare dai loro negozi tutto ciò che può essere salvato.

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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