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Pontedera

Adescava ragazzini sui social, arrestato per violenza sessuale

PISA. Era pedinato e intercettato da mesi. Ma soltanto nell’ultimo periodo le sue avance e gli approcci si erano trasformati in molestie. In alcuni casi, hanno accertato i carabinieri, i ragazzini e...

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PISA. Era pedinato e intercettato da mesi. Ma soltanto nell’ultimo periodo le sue avance e gli approcci si erano trasformati in molestie. In alcuni casi, hanno accertato i carabinieri, i ragazzini e le ragazzine che era riuscito ad adescare su Facebook erano diventati vittime. Undicenni, dodicenni, tredicenni usati, irretiti e abusati.

Per questo ieri mattina alle 7 i carabinieri hanno arrestato un uomo di 44 anni nella sua abitazione a Marina di Pisa. L’accusa, pesantissima: violenza sessuale su minori. La natura degli abusi sarebbe talmente odiosa da aver convinto il giudice per le indagini preliminari a disporne la detenzione in un carcere diverso dal Don Bosco, una struttura dove non rischia le ritorsioni degli altri detenuti per un reato da sempre considerato un’onta. Originario di Ponsacco, e sebbene residente a Stagno (Livorno), da anni l’uomo viveva in una casa a Marina. Dal comando provinciale dei carabinieri mantengono il più stretto riserbo. Ma l’inchiesta - rivela una fonte investigativa - sarebbe partita da una segnalazione. Per mesi l’uomo avrebbe adottato sempre la stessa tecnica.

Utilizzando profili Facebook diversi, in cui si spacciava per un ragazzo molto più giovane della sua età, scriveva a ragazzini e ragazzine, prima fingendo di voler solo fare conversazione, ma poi chiedendo loro di far diventare l’amicizia social una vera conoscenza. E proprio nell’ultimo periodo l’uomo sarebbe riuscito a convincere alcuni dei minori ad incontrarlo. Alle volte anche fuori da scuola, anche se il primo contatto avveniva sempre in chat. E ogni volta che una delle sue vittime accettava di vederlo, lui le conduceva in zone appartate, li faceva salire in macchina e provava ad avere rapporti. I reati si sarebbero consumati sempre a Pisa.

Spaventati da quello che in realtà si rivelava un adulto, alcuni rimanevano pietrificati. Altri invece si sarebbero ribellati e soprattutto sarebbero scappati. Così qualcuno si è deciso a raccontare tutto ai carabinieri facendo partire l’indagine. E la chiave, hanno ricostruito i militari, sarebbe proprio quella dell’utilizzo dei social. Il 44enne si era costruito diversi alias, identità con cui di volta in volta provava ad avvicinare i minori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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