Il Tirreno

Pontedera

«L’ospedale è a rischio» Cgil minaccia lo sciopero

Il sindacato chiede di conoscere i programmi per il futuro del polo di Volterra: mancano medici, almeno cinque operatori sociosanitari e altrettanti infermieri

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VOLTERRA. Cinque operatori socio-sanitari, altrettanti infermieri e soprattutto i medici nel reparto di medicina. Sono queste le lacune in fatto di personale all’ospedale di Volterra che la Funzione pubblica della Cgil denuncia e su cui intende confrontarsi con l’Asl.

«Abbiamo chiesto un incontro - dicono i rappresentanti sindacali - e se non ci daranno una risposta non è escluso uno sciopero con tanto di manifestazione».

La questione riguarda il funzionamento dell’ospedale volterrano, alla luce dalla riforma sanitaria che è ormai alle porte che viene detta a pezzi e bocconi ogni tanto dai responsabili di Regione e Asl, ma che non è ancora stata resa nota in maniera ufficiale. «E intanto la sala operatoria chiude alle 14 non perché non ci sono interventi da fare, ma perché manca personale - dicono dalla Cgil - Medicina ha un tasso di occupazione dei posti letto del 110%, con i pazienti che vengono sistemati in altri reparti e con sempre più spesso la presenza di un solo medico. Abbiamo denunciato più volte questa situazione, spiegando il rischio clinico che si corre. Ma ora esigiamo risposte».

Il problema riguarda il reparto di medicina, ma anche l’Auxilium vitae, «perché nonostante la stessa sia socio di maggioranza abbiamo il sentore fondato che si faccia di tutto per metterla in difficoltà invece di sostenerla, non dimentichiamoci che è un punto di eccellenza e che occupa oltre 170 lavoratori». Il nodo da sciogliere è il futuro dell’ospedale di Volterra che, «pur in un quadro normativo sfavorevole alla zona, può affrontare un progetto di riorganizzazione a partire dalla salvaguardia e dal rafforzamento dei servizi di qualità. A questo, si deve coniugare la tutela dell'occupazione, la valorizzazione e la crescita delle professionalità, sia del comparto che della dirigenza medica». Poi c’è il problema emerso in un confronto tra sindacati e dirigenza medica dell'area chirurgica e ortopedica per «valutare l'impatto degli annunci della direzione generale sulla riorganizzazione di quell'area, relegata ad attività di day hospital e week surgery, eliminando la lunga degenza - proseguono dalla Cgil - Pur nella consapevolezza della necessità di attuare una diversa progettualità, il suddetto disegno lo percepiamo come un'umiliazione dettata solo dalla logica dei numeri, che affossa il lavoro e l'impegno di tanti professionisti che negli anni, hanno comunque dato importanti risposte di qualità a tanti cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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