Finanza
Botte alla compagna Operaio sotto processo
Per due anni l’avrebbe picchiata in casa davanti agli occhi del figlio piccolo Un carabiniere: «Un teste non ha voluto parlare perché spaventato da lui»
CASCINA. «Io sentivo sbattere. Non so se fossero botte. Tremava tutto, porte, il tavolo. E si sentivano le grida. Le urla di lui, di lei che provava a difendersi e il pianto del bambino. Ma non mi sono mai azzardato a chiedere nulla, che dovevo fare, prendermi una coltellata? Io sono vecchio, e lo sanno tutti nel palazzo che quello è un tipo così, si rischia ad avvicinarglisi».
Chi parla davanti al giudice è l'inquilino di un condominio di Cascina, un anziano che per anni è stato uno dei testimoni delle liti e delle sfuriate con cui un 40enne operaio - del quale non forniamo il nome perché nella vicenda è coinvolto indirettamente un minore - scaricava la sua rabbia sulla compagna, e che adesso è finito a processo con l'accusa di maltrattamenti in famiglia.
Secondo la procura l'uomo per almeno due anni, fino al 2014, si sarebbe reso responsabile di pestaggi a carico della donna fino a mandarla all'ospedale. Scatti d'ira che spesso sfociavano in percosse, tanto da attirare l'attenzione dei vicini e costringerli a chiamare i carabinieri, e avvenivano di fronte agli occhi di un bambino di pochi anni.
Una prigione per la donna, che non è subito riuscita a denunciare il compagno, nonostante le frequenti visite dei carabinieri a casa, allertati dai vicini preoccupati per lei e per il figlio della coppia. Un caso che emerge proprio alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne.
«Succedeva tutto la sera, me lo ricordo perché io rientro tardi dal lavoro e spesso sentivo gridare. Non saprei dire quanto spesso, ma qualche volta è capitato. Se sentivano i rumori ma non li ho mai visti di persona», dice un altro testimone di fronte al giudice Raffaella Poggi.
«Sono molti i casi in cui i colleghi della compagnia di Cascina erano stati in casa dopo alcune liti. Noi abbiamo provato a ricostruire la vicenda soprattutto sentendo i condomini, i vicini di casa - testimonia un militare del nucleo operativo di Pontedera - ma alcuni, come una donna ucraina, non hanno voluto parlare. Ci hanno detto chiaramente di non volerlo fare perché temevano di poter subire ritorsioni, avevano paura di quell'uomo».
Iroso, manesco, adesso l’operaio cascinese dovrà affrontare il processo. Ieri non era presente ma presto in aula arriverà a testimoniare la ex compagna, che è riuscita a dire basta e ad interrompere la relazione.
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