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La piccola Angelica e il suo libro per il Meyer

La piccola Angelica e il suo libro per il Meyer

Il ricavato del diario scritto dalla bimba di 11 anni all’ospedale. Il 4 dicembre la presentazione

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LAJATICO. Una presentazione davvero speciale, quella in programma domenica 4 dicembre alle 16, nel teatro comunale di Lajatico. Sarà il gran giorno per "Il mio diario", il libro scritto dalla piccola Angelica in cui racconta la sua esperienza all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze durante la sua degenza avvenuta due anni fa, a causa della presenza di una ciste in testa, scoperta dopo la caduta da un gonfiabile.

La pubblicazione di Aletti editore è in vendita sia nelle librerie della zona e anche online, sotto forma di ebook e il ricavato sarà devoluto al reparto di neurochirurgia del Meyer.

Sarà un momento emozionante per la bambina che abita proprio a Lajatico e che due anni fa ha affrontato un calvario durato alcuni mesi. Tra l'altro, l'opera di Angelica ha vinto un riconoscimento importante. Si tratta del premio internazionale di letteratura “Antico borgo”, istituito a La Spezia. La giuria le ha assegnato il premio speciale dei giovani, «a giudizio insindacabile espresso dalla commissione esaminatrice», si legge nella comunicazione. La cerimonia di consegna del riconoscimento è in programma l'11 dicembre nella città ligure.

Altro passaggio molto importante di una storia nata per una caduta banale, di quelle che capitano a tutti i bambini. Ma che per Angelica ha rappresentato una prova di coraggio enorme, superata con l'amore dei genitori e con l'aiuto di un dottore dell'ospedale fiorentino che le è stato vicino per tutto il tempo. Una personale speciale alla quale è dedicato gran parte del diario della bambina. «Il mio dottore», come lo chiama Angelica nel libro, capace di tornare dalle ferie nel mese di agosto appena saputo che c'era bisogno di un altro intervento dopo che la piccola era stata dimessa poco tempo prima. Commovente quel passaggio del libro in cui Angelica incontra di nuovo il suo dottore che la salutò dicendole, «ciao, sono tornato dalle ferie solo per te».

«In quel momento credevo di essere la bambina più fortunata del mondo - si legge - Lui mi dava talmente tanta fiducia, che potevo affrontare qualsiasi tipo di operazione e quando entrai in sala operatoria ero tranquillissima».

«È stata un'esperienza incredibile per tutti noi - hanno raccontato i genitori - che ci ha messo paura all'inizio, per poi infonderci coraggio e forza mano a mano che la situazione evolveva. Abbiamo incoraggiato nostra figlia a scrivere il libro anche per aiutare le famiglie che devono affrontare situazioni difficili come quella che è capitato a noi». (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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