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Bando «riservato ai parenti», opposizione all’attacco

PECCIOLI. In questi la giorni la Belvedere Spa, società che gestisce l’impianto di smaltimento rifiuti di Legoli, nel Comune di Peccioli, ha emesso un bando per rintracciare una figura professionale...

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PECCIOLI. In questi la giorni la Belvedere Spa, società che gestisce l’impianto di smaltimento rifiuti di Legoli, nel Comune di Peccioli, ha emesso un bando per rintracciare una figura professionale all'interno dell'azienda, esprimendo come titoli preferenziali la parentela di primo grado con uno degli azionisti della Belvedere e la residenza in uno dei comuni del polo Alta Valdera: Terricciola, Chianni, Lajatico e Peccioli.

Un bando "originale", che ha suscitato vibranti proteste da parte della lista civica del Comune di Peccioli, “Un Comune per tutti”, che ieri è tornata sulla questione con un comunicato. «La domanda che ci poniamo è semplice: esiste ancora, a Peccioli, una società civile? Esiste ancora una sezione locale del partito di maggioranza? Perché, se ancora ci fosse, potremmo chiedere ai suoi iscritti se abbiano mai sentito parlare, al di fuori di Peccioli, di un bando per la selezione di personale in cui costituisce titolo preferenziale la parentela con gli azionisti della società. Oppure - scrive l’opposizione comunale - se ritengano esaustivi i chiarimenti della partecipata comunale, che spiega come la selezione sia costituita da due fasi: prima una raccolta di curricula e solo in seconda battuta un esame degli stessi, con preferenza dei familiari dei soci, a parità di requisiti. Se ancora a Peccioli ci fosse qualche sindacalista interessato ai diritti dei lavoratori, avremmo ascoltato con attenzione il suo parere professionale su questo singolare bando, o la sua opinione sulla decisione dell'amministrazione di esternalizzare definitivamente i servizi educativi dell'asilo nido comunale. Esternalizzazione che ha implicato, per le educatrici, la decurtazione "volontaria" del 20% dello stipendio. Se ancora a Peccioli ci fosse una società civile, probabilmente qualcuno avrebbe osato sollevare da tempo qualche domanda "scomoda" sulla parentopoli ai vertici della Belvedere o sull’uso disinibito, anzi, ostentato, dell'auto aziendale della controllata comunale, da parte di chi non ne ha alcun diritto. Se la società in cui viviamo fosse davvero civile, un moto di indignazione collettiva avrebbe rispedito quel bando al mittente. Non saremmo qui a rivolgere il nostro appello ai ventenni della Valdera - si chiude la nota di “Un Comune per tutti” - affinché mettano da parte sfiducia e rassegnazione, e tirino fuori la giusta dose di rabbia di chi non accetta questo sistema».

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