Il dolore
«Sono innocente, non devo scusarmi»
Un condannato aveva chiesto perdono. Ora un altro si dissocia
CAPANNOLI. Arturo Storico, napoletano, 47 anni, residente a Capanonoli dove lavorava come piastrellista e gestiva alcuni bar, considerato insieme a Francesco Di Marco, 64 anni, uno dei basisti della banda che assaltò il furgone portavalori a Panorama, il 18 giugno 2012, ha scritto una lettera in cui intende precisare il suo ruolo in questa vicenda, da cui è uscito con una sentenza di condanna anche in secondo grado. Quella mattina uno dei componenti della banda sparò a un cittadino inerme che per poco non ci ha rimesso la vita, Riccardo Sassi, di Pontedera. E che non riuscirà mai a perdonarli.
«Sin dall'inizio delle indagini mi sono sempre ed in tutte le sedi dichiarato non colpevole – scrive Storico, che per gli inquirenti ha amicizie e contatti con il clan dei Casalesi – e la mia totale estraneità ai fatti è sempre stata affermata anche dagli altri imputati, tra cui proprio quel Salvatore Lamanna», che alcuni mesi fa, prima del secondo grado di giudizio, ha chiesto scusa a nome suo e di tutti i condannati al cittadino al quale avevano sparato. «Non avendo commesso quel reato, e non avendo mai ferito Sassi, non posso scusarmi per qualcosa che non ho fatto: anche io dal giorno della rapina sto combattendo la mia personale battaglia per sentire dichiarata la mia innocenza, battaglia che porterò, se necessario, fino alla Corte di Strasburgo», spiega l’uomo che sta scontando la pena ai domiciliari.
«Questo perché, sino ad ora, non ho trovato nelle aule quella giustizia che mi aspettavo non solo perché a mio carico non ci sono mai state prove di responsabilità ma, soprattutto, perché gli stessi coimputati tra cui, ripeto ancora, proprio il Lamanna, hanno sempre ribadito la mia estraneità alla rapina ed a quello che è accaduto dopo. Solo per questa ragione intendo dissociarmi dal comunicato del Lamanna; umanamente sono vicino a Sassi ma non posso e non voglio che il mio silenzio venga interpretato come acquiescenza ad un fatto rispetto al quale sono estraneo. Ribadisco e ribadirò sempre la mia innocenza», dice Storico che spera di dimostrare come sono andati i fatti nel giudizio in Cassazione.
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