La manifestazione
Ristori, si cerca una soluzione
Meno di un mese per evitare 59 licenziamenti. Domani l’incontro tra sindacati e dirigenti dell’azienda
PONTEDERA. A meno di un mese dalla scadenza del contratto di solidarietà col rischio di vedere concretizzato lo spettro dei 59 licenziamenti, domani sindacati e responsabili delle Officine Ristori s’incontreranno nella sede dell’Unione industriale pisana per avviare la fase decisiva di una vertenza che tiene col fiato sospeso tutta la Valdera. Quasi sessanta persone in mobilità, la metà della forza lavoro dalla ditta che fa parte da anni dell’indotto Piaggio, rappresentano un problema non indifferente per rappresentanti dei lavoratori e istituzioni. Ecco perché questa vicenda è seguita da vicina anche dai sindaci di molti Comuni della zona. Santa Maria a Monte, prima di tutti, ma anche Pontedera e l’Unione Valdera.
Un ruolo importante per evitare la crisi è quello della Regione, chiamata a trovare strumenti normativi adeguati per allungare i tempi per gli ammortizzatori sociali e a farsi carico di un dialogo con Piaggio, utile per garantire all’azienda di Montecalvoli commesse che consentano ossigeno per le casse dell’impresa, attualmente in regime di concordato in continuità.
È proprio questo aspetto a complicare in maniera notevole il caso-Ristori, visto che qualsiasi manovra deve rientrare entro i paletti stringenti di un bilancio vincolato al concordato e ai patti stabiliti con i creditori. Da qui la necessità di ridurre il costo del personale che ha originato gli esuberi e che continua a rendere difficile una soluzione positiva gli operai.
Di fatto i sindacati attendono di conoscere dall’azienda eventuali soluzioni alternative ai licenziamenti di massa, fermo restando che sarà inevitabile la diminuzione dell’organico. E un altro aspetto da approfondire sarà quello delle eventuali nuove commesse acquisite nel settore metalmeccanico, cominciando a diversificare il pacchetto clienti che, attualmente, è rappresentato in larga maggioranza dalla Piaggio.
Il 13 dicembre, giorno in cui scadrà il contratto di solidarietà, si avvicina in maniera inesorabile. Gli incontri fatti finora dai sindacati con esponenti della Regione e con rappresentanti dell’azienda, al momento, sembrano non avere portato notizie positive per i lavoratori in bilico ormai da due anni. La speranza di tutti è che possa essere individuata una soluzione il più possibile positiva.
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