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I lavori al ponte di Caprona rimangono nel cassetto

I lavori al ponte di Caprona rimangono nel cassetto

L’assessore Taccola: ritardi per le proteste del parroco e della sindaca di Cascina La struttura è rimasta per anni senza manutenzione ed è a rischio sicurezza

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VICOPISANO. Prima hanno dato l’allarme, annunciando l’imminente hiusura del ponte sull’Arno a Caprona, la cui manutenzione lascia parecchio a desiderare. A chiedere di rivedere il programma di chiusura totale del ponte erano stati i cittadini sia di Caprona che del comune di Cascina. Lo stop al traffico su questa strada che collega Vicopisano e Calci al Cascina è chiaro a tutti che avrà gravi ripercussioni sulla viabilità. I cittadini, dunque, chiedevano di dare il via ai lavori ma senza chiudere completamente il traffico. Poi, passato il clamore delle proteste, sul profgetto di rifacimento del ponte è scesa una fitta nebbia. Ora l’assessore comunale di Vicopisano, Andrea Taccola (Pd), ha spiegato ai cittadini che se la Lega e l’allora consigliera comunale e oggi sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, non avesse cavalcato la protesta dei cittadini i lavori sarebbero già partiti. L’argomento del ponte è stato sollevato dai residenti in un incontro alla Croce Rossa di Uliveto e sarà al centro di una prossima assemblea a Caprona.

Il ponte ha grossi problemi. Su questo non ci sono dubbi: per anni la provincia lo ha lasciato al suo destino. «Al momento con un divieto per grossi camion è percorribile con tanto di relazioni di ingegneri strutturisti. Va da sè che se nessuno interviene, secondo me , dovrà prima o poi essere chiuso», spiega Taccola. «Due estati fa (il problema è esploso a marzo 2015) era praticamente tutto pronto, progettazione e gara da indire, ma pronta. Un comitato di cittadini e di commercianti mossi dall'allora consigliera di minoranza di Ceccardi e da Don Alberto (parroco di Uliveto, Caprona e Zambra) con un'assemblea pubblica che si svolse al polo tecnologico di Navacchio chiesero la revisione del progetto e quindi il naturale ritardo dei lavori solo ed esclusivamente perché a loro detta i tre o quattro mesi dei lavori avrebbe danneggiato sia i cittadini e sia i commercianti», spiega l’assessore con un lungo post pubblicato su Facebook

«Allora fu deciso di riprogettare ridurre i lavori che prevedevano due piste ciclabili molto ampie da una parte e dall'altra con poi i relativi collegamenti alle piste ciclabili di Vicopisano e di Cascina. Dalla nostra parte, per quello che ci compete, dalla ciclabile del Penny fino al semaforo della Posta di Caprona, eseguiremo i lavori quanto prima, prima di fine anno partiamo».

Ma la Provincia come esce da questa situazione? «Nel frattempo le Province sono state azzoppate, i dirigenti della Provincia che dovevano progettare sono stati trasferiti alla Regione. La progettazione è stata assegnata ad un altro dirigente della Provincia, ingegnere Lombardi, che però nel suo ufficio non ha le competenze per progettare. Dovrà essere indetta a breve una gara di progettazione esterna che dovrebbe portare poi ad un'altra gara, quella di assegnazione dei lavori che dovranno essere più brevi di quelli previsti dal progetto più completo».

Ed ecco che l’assessore ritiene che la situazione potrebbe aggravarsi dopo il referendum costituzionale anche se non è chiaro come. «Per fare tutto la Provincia deve avere i soldi a bilancio. A noi ci dicono che ce l'hanno ma secondo me corriamo un altro rischio ed è quello delle Province post referendum. Cosa ne sarà delle Province? Secondo me bisognava insistere senza ascoltare la Ceccardi e i commercianti, la sicurezza deve andare avanti a tutto. Con i commercianti potevano essere trovate delle soluzioni valide per alleviare il mancato introito in quei quattro mesi tipo riduzione di tasse comunali».

Ipotesi questa di cui all’epoca nessuno aveva parlato.

Sabrina Chiellini

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