Il Tirreno

Pontedera

Tutti gratis al Teatro Politeama di Cascina

Una scena dello spettacolo
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Una scena dello spettacolo

Lunedì 21 va in scena "Il malato immaginario" con Nathalie Caldonazzo e Andrea Buscemi, che è anche presidente della Fondazione Sipario Toscana. Si può prenotare fino al 20 novembre

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CASCINA. Lunedì 21 novembre alle ore 21 va in scena alla Città del Teatro di Cascina (via Tosco Romagnola 656 Il Malato immaginario di Molière. Lo spettacolo vede in scena Andrea Buscemi e Nathalie Caldonazzo, assieme a un ensamble di ottimi attori che sono Livia Castellana, Nicola Fanucchi, Martina Benedetti, Pantaleo Annese, Francesco Tammacco.

Diretto dallo stesso Buscemi, l’evento è proposto gratuitamente al pubblico della Città del Teatro (ma bisogna prenotare entro domenica 20 al numero 346 / 3143895), come “anteprima” della cosiddetta stagione ON del 2017 in cui si inseriranno alcuni degli interpreti più rappresentativi del teatro nazionale (il debutto cascinese precede anche l’inizio di una tournè che porterà la piece in varie piazze italiane).

Per il presidente della Fondazione Sipario Toscana, lo stesso Andrea Buscemi , la serata vuole essere “ l’occasione per un doveroso e non più rimandabile incontro artistico col pubblico della Città del Teatro”, dopo tante polemiche e incertezze che hanno segnato gli ultimi tempi. Un modo anche per gioire, assieme a Molière, dell’opportunità di “fare e vivere il Teatro” attraverso uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi (emblema egli stesso di tutti i teatranti del mondo, di qualunque epoca e di qualunque latitudine). E per ricordarci, semmai ce ne fosse bisogno, che il Teatro è una delle poche “sacche di resistenza umana” che resiste all’imbarbarimento, la mediocrità e l’orrore che pervadono la nostra epoca. "Ultima commedia del grande autore, Il Malato Immaginario coniuga la felicità inventiva della farsa alla sofferta contemplazione del mondo tipica di Molière: e mentre descrive con straordinaria comicità le stramberie del vecchio Argante afflitto da infinite patologie (che sono più lo specchio di un’anima impaurita dal mondo) che lo rendono succube di un medico approfittatore, la vicenda lascia intravedere un mondo torvo e disperato, di assoluta spietatezza e rigorosi egoismi (come già accade nell’Avaro, altro celebrato capolavoro). L’antinomia fra questi due aspetti ne fa un’opera di straordinaria ricchezza , e una lancinante testimonianza della condizione interiore di Moliere nel suo ultimo anno di vita. Lo stesso Grande, alla quarta replica dello spettacolo, si sentì male in scena proprio nelle vesti di Argante: volle terminare lo stesso la recita, e morì a casa poco dopo, lasciando al mondo l’idea che Il Malato Immaginario restasse per sempre il suo testamento morale e artistico".

 

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