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SHALOM, AVANTI COSÌ

SHALOM, AVANTI COSÌ

Oltre 1.600 tra soci, simpatizzanti e amici del Movimento Shalom hanno partecipato all’udienza giubilare del Papa che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma in Piazza San Pietro. Ventidue pullman dalla...

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Oltre 1.600 tra soci, simpatizzanti e amici del Movimento Shalom hanno partecipato all’udienza giubilare del Papa che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma in Piazza San Pietro. Ventidue pullman dalla Toscana e centinaia di persone provenienti da varie parti d'Italia con il treno o in auto. Tra di loro le Contrade di Fucecchio con gli sbandieratori e i figuranti del Palio che si sono esibiti davanti al Santo Padre, oltre al gruppo degli infioratori che ha realizzato due quadri visibili durante l'Angelus. Nel corso dell’udienza, l'ultima di questo Giubileo della Misericordia, il Papa ha ribadito il principio di inclusione implicito nel concetto di Misericordia: «L’inclusione si manifesta nello spalancare le braccia per accogliere senza escludere; senza classificare gli altri in base alla condizione sociale, alla lingua, alla razza, alla cultura, alla religione: davanti a noi c'è soltanto una persona da amare come la ama Dio. Colui che trovo nel mio lavoro, nel mio quartiere è una persona da amare, come ama Dio. "Ma questo è di quel Paese, dell'altro Paese, di questa religione, di un’altra… È una persona che Dio ama e io devo amarla».

Al termine dell'udienza il Papa ha salutato il vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca, il presidente onorario di Shalom, monsignor Roberto Rodriguez, il presidente del Movimento Shalom, Gabriele Gronchi, il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli in rappresentanza del Palio, e don Andrea Cristiani al quale ha detto, incoraggiandolo nel suo impegno: "Shalom, andate avanti così!".

Il vescovo Migliavacca ha concelebrato la Santa Messa in San Pietro presso l'Altare della Cattedra.

«Una giornata storica per il nostro Movimento - ha dichiarato il presidente Gronchi - sia in termini di partecipazione che per le emozioni provate da tutti i partecipanti nell'incontrare il Santo Padre. Un grazie sincero a nome di tutto lo Shalom al vescovo che è stato con noi per l'intera giornata».

Era il 1974 quando un giovane sacerdote chiamato Don Andrea Pio Cristiani, dopo un periodo di studi a Parigi, tornò in Italia, a Staffoli, con un sogno in tasca, come si legge sul sito web del movimento: «Riunire ragazzi e ragazze che lottassero con lui per costruire un mondo migliore, più egualitario. I suoi obiettivi principali erano tre: la mondialità (poiché Shalom conta membri di qualsiasi razza e religione senza alcuna discriminazione) la solidarietà verso il Terzo Mondo e il volontariato. Così nasce il Movimento Shalom Onlus. Nel tempo l’associazione è cresciuta, gruppi e sezioni sono sorti in diverse regioni d’Italia e del mondo. La sua sede centrale è rimasta però a San Miniato, nel cuore della Toscana». Lo scopo del Movimento Shalom Onlus «è diffondere una cultura di pace, tolleranza e solidarietà verso gli ultimi della Terra. In modo particolare viene affermato il primato della cultura e della formazione sia dei giovani che degli adulti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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