Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, per avere la Solidarietà sono stati dichiarati 1.250 esuberi

Piaggio, per avere la Solidarietà sono stati dichiarati 1.250 esuberi

Il sindacato Uilm: «Senza il recente accordo all’Unione Industriale ci sarebbero stati licenziamenti» Ma i delegati della Fiom contestano: «In questo modo si aiuta l’azienda a utilizzare i soldi dell’Inps»

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Se non avessimo votato sì all’intesa per il contratto di solidarietà saremmo andati incontro a licenziamenti in Piaggio», dice Graziano Barsotti della Uilm Uil in una conferenza stampa per spiegare i motivi della firma all'accordo.

«I segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno seguito il percorso suggerito dall'azienda, imponendo che si parlasse solo di ammortizzatori sociali e presentato ai lavoratori l'accettazione o meno della proposta aziendale in forma di vero ricatto, o si vota sì o ci saranno licenziamenti», si legge in una nota dei delegati Fiom nella Rsu di Piaggio, contrari all'accordo per la solidarietà. Intanto, per attivare l'ammortizzatore sociale è stato dichiarato un numero di esuberi pari a 1.250 dipendenti. Un atto formale, imposto dalla normativa in questi casi. Ma che la dice lunga sulla situazione produttiva nello stabilimento di Pontedera.

D'altra parte se ci fosse lavoro per tutti non occorrerebbero contratti di solidarietà o cassa integrazione.

E il primo strumento, secondo Barsotti, è migliore del secondo: «Con la riforma del Jobs act ci permetterà di avere coperture fino al 2020, invece che fino al 2018 come con la cassa integrazione. Una differenza che rimanda la questione degli esuberi e dei licenziamenti».

Secondo i delegati Fiom, invece, «in Piaggio come in tutte le aziende dell'indotto, di fronte alle pretese aziendali il comportamento delle organizzazioni sindacali è sempre lo stesso: quello di aiutare le aziende a far man bassa dei soldi dell'Inps senza mai metterne in discussione le strategie, con il risultato di arrivare a situazioni non più recuperabili e sfinire l'istinto e la capacità di ribellione degli operai».

La Uilm, poi, giudica positivo l'accordo per mobilità volontaria e trasformazioni dei contratti part-time verticali (ptv) in full-time: «Diamo la possibilità a 180 lavoratori di lasciare la fabbrica a condizioni buone e avvicinarsi alla pensione. E a 54 famiglie di migliorare le loro condizioni economiche. Il doppio rispetto ai precedenti accordi per la stabilizzazione dei part-time verticali (ptv). I numeri, alla fine, saranno ampiamente rispettati».

Ma la Fiom, contraria all'intesa, la vede diversamente: «Un accordo che compensasse realmente le uscite avrebbe dovuto prevedere una percentuale di assunzione a full time del 240%, considerando che i ptv già lavorano sette mesi all'anno, del numero delle uscite e non del 30% com’è previsto dall’accordo siglato. In pochi anni siamo passati da più di 3.000 dipendenti agli attuali 2.650 a 2.500 dopo l'applicazione di questo accordo, altro che difesa della Valdera e incontri con le istituzioni». (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca